Il caso Ferrari, sotto accusa il design. Ma per alcuni analisti i clienti non mancheranno
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La presentazione della nuova Ferrari Luce, prima elettrica nella storia del Cavallino Rampante, ha acceso un dibattito immediato tra analisti, investitori e appassionati, riflettendosi anche sull’andamento del titolo in Borsa. Il mercato ha reagito con freddezza: le azioni di Ferrari hanno perso oltre il 6%, arrivando in alcuni momenti a sfiorare un calo dell’8%, in quella che è stata la peggiore seduta dai tempi del Capital Markets Day di ottobre. Quali sono le ragioni che hanno suscitato questa ondata di incertezza?
Oggi il titolo guadagna quasi l’1%
Una scomessa
Secondo David Pascucci, market analyst di XTB, la Luce rappresenta “una grande scommessa” per Ferrari, sia dal punto di vista industriale sia da quello identitario. Pascucci sottolinea come il progetto rompa radicalmente con il dna tradizionale del marchio: una Ferrari elettrica, a quattro posti e sviluppata insieme al collettivo creativo LoveFrom di Jony Ive. Una scelta che, a suo giudizio, rischia di “spaccare la clientela” e di allontanare parte degli appassionati storici del Cavallino.
Anche Gabriel Debach, market analyst di eToro, evidenzia come il vero nodo non sia tanto la tecnologia elettrica quanto il design della vettura. Nel lusso estremo, osserva Debach, “l’estetica non accompagna il prodotto: è il prodotto”. Per molti osservatori quel colpo di fulmine che tradizionalmente accompagna una Ferrari non sarebbe scoccato, alimentando dubbi sull’accoglienza commerciale del modello. Tuttavia, Debach invita anche a non confondere un design divisivo con un errore strategico, ricordando come anche il Purosangue fosse stato accolto inizialmente con scetticismo prima di registrare il tutto esaurito. Il vero banco di prova, secondo l’analista, saranno gli ordini e la capacità della Luce di creare nuove liste d’attesa.
La prova su strada
Più equilibrata la posizione di Banca Akros, che riconosce come le prime reazioni dei clienti siano state contrastanti — dalla curiosità alla delusione — ma sottolinea anche che la vettura “dal vivo risulta molto più convincente”. Gli analisti ritengono che il design possa essere rivalutato una volta che l’auto verrà vista su strada e in pista. Inoltre, pur in assenza di indicazioni ufficiali sui volumi, Banca Akros esclude rischi significativi di svalutazioni e ritiene che Ferrari possa trovare il pubblico giusto soprattutto tra nuovi clienti e nell’area APAC.
Anche Bloomberg mette in evidenza come la Luce rappresenti un passaggio cruciale per Ferrari e, più in generale, per il mercato delle supercar elettriche. L’agenzia ricorda che diversi concorrenti, come Lamborghini e Porsche, hanno rallentato i propri piani di elettrificazione a causa di una domanda meno prevedibile nel segmento luxury EV. La Luce, sviluppata con il contributo di Jony Ive e Marc Newson, segna inoltre un netto cambio di stile rispetto alle Ferrari disegnate da Flavio Manzoni, adottando linee più minimaliste e vicine all’estetica tipica delle auto elettriche contemporanee.
I clienti non mancheranno
Nonostante le critiche, diversi osservatori ritengono che Ferrari abbia scelto consapevolmente di privilegiare esclusività e marginalità rispetto ai volumi. Il prezzo di partenza, fissato a 550 mila euro, superiore perfino al Purosangue, conferma infatti la volontà del management guidato da Benedetto Vigna di mantenere la Luce in una fascia ultra-esclusiva. Come ha osservato Bernstein in una nota firmata da Stephen Reitman, Ferrari “non si è imbarcata in questo progetto alla cieca” e dispone di una base sufficientemente ampia di collezionisti e clienti per sostenere il nuovo modello.
L’assenza del motore a combustione
Resta però aperta la questione più delicata: capire se una Ferrari elettrica possa conservare quell’impatto emotivo storicamente legato al rombo dei motori V8 e V12. È proprio su questo punto che si concentra gran parte del dibattito. Come osserva Debach, quando si elimina il suono di un motore termico, il design e l’esperienza di guida devono caricarsi di tutto il peso emozionale del brand. Ferrari scommette che prestazioni, dinamica di guida e una nuova identità sonora sviluppata appositamente per la Luce possano riuscire nell’impresa di rendere l’auto “inconfondibilmente Ferrari”, anche senza motore a combustione.