Notizie Notizie Italia I prossimi mal di testa di Giorgia Meloni: banche esposte ai BTP, dossier TIM, nuove danze tra Mps e UniCredit

I prossimi mal di testa di Giorgia Meloni: banche esposte ai BTP, dossier TIM, nuove danze tra Mps e UniCredit

15:26

Mps, Leonardo, TIM e tanto altro ancora: saranno questi i dossier che scotteranno di più sulla scrivania dell’imminente e sempre più certo governo Meloni.

Gli analisti di Banca Akros presentano agli investitori i dossier attinenti al mondo delle società quotate a Piazza Affari che il nuovo governo di centrodestra, quasi sicuramente un governo Meloni, dovrà gestire dopo la vittoria alle elezioni politiche di domenica 25 settembre. Sottolineando che l’esito del voto “è quasi in linea e forse migliore di quanto atteso”.

Vengono ricordati i fatti:

Giorgia Meloni è la vincitrice delle elezioni italiane e diventerà probabilmente presidente del Consiglio (Fratelli d’Italia il primo partito); la Lega è collassata, mentre Forza Italia ha fatto bene in modo ragionevole. La coalizione di centrodestra ha fatto lievemente peggio di quanto era emerso dai sondaggi (che la davano al 43%), ma dovrebbe ottenere una maggioranza confortevole sia alla Camera che al Senato”.

Evidenziato “il ruolo di Forza Italia, che potrebbe essere cruciale per la coalizione di centrodestra, fornendo una qualche forma di garanzia sulle alleanze internazionali (Italia nella Nato e in Ue) e sull’atteggiamento nei confronti dell’Europa”,

Dopo aver parlato della sconfitta del PD e della rimonta del Movimento 5 Stelle rispetto ai sondaggi, Banca Akros ha sottolineato che, in linea di massima, queste elezioni politiche italiane del 2022 non hanno dato “grandi sorprese”, per poi elencare i “principali aspetti che un nuovo governo di centrodestra dovrà affrontare”.

Banche e il rischio doom loop

Banche: in questo caso Banca Akros fa riferimento al ben tristemente noto problema del doom loop, ovvero dell’abbraccio mortale tra le banche e i BTP che hanno in pancia.

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In questo momento specifico, “esposte a tassi sui BTP più elevati a causa delle loro grandi partecipazioni nel mercato del debito pubblico italiano e dunque ai relativi costi di finanziamento, le banche sono vulnerabili al peggioramento dell’outlook economico. Il cambio di governo e l’appello di Meloni a rivedere il PNRR potrebbero minacciare la capacità dell’Italia a realizzare quanto si è impegnata a fare per ottenere i fondi Ue”.

Viene ricordato che Intesa SanPaolo è il principale detentore di debito italiano (BTP) dopo la Bce e che il suo ceo Carlo Messina ha chiesto ripetutamente a Roma di utilizzare gli asset di stato e gli elevati livelli dei risparmi per sostenere il debito pubblico, al fine di promuovere una certa “indipendenza finanziaria” del paese.

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Unicredit: si riaprono danze con Mps?

Un nuovo governo – si legge nell’analisi di Banca Akros – potrebbe offrire al ceo di UniCredit Andrea Orcel l’opportunità di ripartire da zero, dopo la sua decisione di rifiutare l’acquisizione di Mps proposta dal Tesoro, fattore che ha danneggiato i rapporti con il governo Draghi.

Nel caso di Mps, “il nuovo governo sarà caratterizzato dalle (solite) promesse di riprivatizzare la banca, dopo che il precedente esecutivo è riuscito ad assicurarsi una proroga di un anno (rispetto alla dealine del 2021) per ridurre la partecipazione del 64% che detiene nel capitale” del Monte dei Paschi.

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Meloni e la crisi energetica in atto

L’Italia ha introdotto misure per tassare le società energetiche, al fine di sostenere le imprese e le famiglie in un contesto di aumento dei costi energetici. Il manifesto della coalizione di centrodestra è favorevole alla proposta di imporre un tetto ai prezzi del gas a livello europeo, idea avanzata dall’attuale governo (Draghi)”. Ma idea anche, sottolineano da Banca Akros, “che non riesce a ottenere ancora l’ampio sostegno dell’Europa”.

In questa situazione, “il governo di centrodestra vuole trattare con Bruxelles in merito a eventuali cambiamenti del PNRR, per aumentare la spesa per fronteggiare la crisi energetica e rilanciare gli investimenti nel nucleare. Meloni ha escluso l’opzione di assumere il pieno controllo dei gruppi energetici nazionali Eni ed Enel, contrariamente a quanto ha fatto il governo francese (di Emmanuel Macron) con EDF, confermando che è comunque dovere del governo proteggere gli asset di importanza nazionale e evitare acquisizioni estere. Il nuovo governo deciderà inoltre se rinnovare i contratti dei ceo di Enel ed Eni, il prossimo anno”.

Snam e il rigassificatore a Piombino

Banca Akros ricorda che “Snam, gruppo attivo nel mercato dei trasporti di metano, stoccaggi e rigassificatori, ha acquistato a giugno un nuovo rigassificatore galleggiante per sostenere gli sforzi volti a trovare forniture alternative di gas”.

Snam prevede di ottenere l’approvazione da parte del governo e delle autorità locali per iniziare i lavori di attracco della nave rigassificatrice nel porto di Piombino (Livorno) in Toscana, entro la fine di ottobre. L’obiettivo è quello di collegare il terminale alla rete di distribuzione entro la prossima primavera, al fine di aumentare le importazioni di LNG”.

Settore difesa: focus su Leonardo

Riguardo al comparto della difesa, Banca Akros rimarca che “Meloni ha manifestato in diverse occasioni il suo forte sostegno all’alleanza atlantica a favore dell’Ucraina, promettendo di aumentare le spese per la difesa”. Dal canto suo, “il ceo di Leonardo ha dettolo scorso 28 luglio che il gruppo stava lavorando per raggiungere un accordo per la vendita di OTO Melara (società controllata da Leonardo attiva nella produzione di cannoni, torrette, carri armati e cingolati) e WASS, facendo comunque notare la necessità di aspettare un nuovo governo, per poter finalizzare ogni eventuale potenziale accordo. Così come nel caso dei ceo di Eni ed Enel, anche il mandato di Alessandro Profumo scadrà l’anno prossimo”

Telecom: il dossier TIM con Meloni

Fratelli di Italia ha chiesto la ri-nazionalizzazione del gruppo, nell’ambito di un piano per creare una rete unica a banda larga in Italia, attraverso la combinazione della rete fissa di TIM con quella di Open Fiber”.

Banca Akros ricorda che “questo obiettivo si scontra con quello del ceo di TIM Pietro Labriola, che punta a vendere la rete di TIM a CDP (Cassa Depositi e Prestiti) per focalizzarsi sui servizi”. A tal proposito,  FDI ha accolto con favore la decisione di CDP di aspettare il risultato delle elezioni prima di presentare la sua offerta non vincolante per la rete di TIM”.

Così si era espressa Giorgia Meloni in un’intervista rilasciata a Radio 24, nei giorni precedenti le elezioni politiche italiane:

Parlando del tema della rete unica, Meloni ha rimarcato come sia “opportuno che la rete sia sotto il controllo dello Stato visto che l’asset è strategico e rilevante per la sicurezza nazionale” . aggiungendo di vedere con favore “la realizzazione di una rete unica, non verticalmente integrata, che serva tutti gli operatori retail”.

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