Houthi più deboli, il Mar Rosso riapre: per Maersk e i big del mare è una tegola sui conti 2026
Fonte immagine: iStock
La riapertura delle rotte del Mar Rosso è una buona notizia per consumatori e produttori ma non per le società di spedizioni come Maersk. Il colosso danese, in margine ai risultati trimestrali, ha comunicato un piano di taglio di forza lavoro e una strategia che quest’anno darà priorità al contenimento dei costi, prevedendo un crollo delle tariffe di spedizione. Il titolo è arrivato a perdere fino oltre l’8% questa mattina.
Outlook 2026: EBITDA tra 4,5 e 7 miliardi di dollari, contro i 9,5 miliardi del 2025
Se i risultati del quarto trimestre del 2025 di A.P. Moller-Maersk A/S non sono stati brillanti, a preoccupare gli investitori è soprattutto l’outlook per il 2026. La società con sede a Copenhagen ha detto di prevedere gli utili prima di interessi, tasse, deprezzamento e ammortamenti (EBITDA) nel range tra 4,5 miliardi e 7 miliardi di dollari, contro i 9,57 miliardi complessivi registrati nel 2025. Le stime degli analisti erano mediamente per un dato a 5,76 miliardi.
Nell’intero 2025 l’EBITDA è stato pari a 9,53 miliardi di dollari, contro i 9,45 miliardi stimati, mentre il giro d’affari si è attestato a 53,99 miliardi, leggermente superiore ai 53,49 miliardi stimati. L’utile netto è stato parti a 2,73 miliardi di dollari, inferiore ai 3,03 miliardi previsti.
Nel quarto trimestre il giro d’affari è stato di 13,33 miliardi, contro le stime di 12,9 miliardi, ma in calo del 9% rispetto all’anno scorso, mentre l’EBIDTA è stato pari a 1,84 miliardi di dollari, superiore all’1,74 miliardi stimati, ma circa la metà rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
La riapertura delle rotte del Mar Rosso farà calare le tariffe
Le stime del 2026 si basano sulla graduale riapertura delle rotte del Mar Rosso, che offrirà maggior capacità di trasporto via nave a livello globale. Il settore delle navi da container ha tratto grandi benefici finanziari dalla modificazione delle rotte per evitare il canale di Suez, gravato da problemi di sicurezza per via degli attacchi Houthi nello Yemen. All’incirca dalla fine del 2023 le navi da trasporto hanno cominciato ad effettuare il lungo tragitto per arrivare al Mediterraneo o all’Atlantico orientale passando per il Capo di Buona Speranza, al largo del Sudafrica. Questo ha abbassato globalmente la capacità di trasporto globale via container del 7-8%.
In dicembre Maersk ha effettuato il suo primo passaggio in quasi due anni attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb dopo la diminuzione degli attacchi dei ribelli.
“Ci aspettiamo che sempre più servizi tornino a passare attraverso il Mar Rosso, questo libererà ulteriore capacità e prevediamo che creerà un contesto tariffario di pressione per la divisione shipping,” ha dichiarato il ceo Vincent Clerc in un’intervista a Bloomberg TV. “Abbiamo diverse opportunità sul fronte dei costi per fare di più”, mentre “ci avviamo verso questo ciclo ribassista del trasporto marittimo.”
Taglio di dipendenti e introduzione di AI per diminuire i costi
La società ha comunicato di pianificare un taglio di 1000 posti di lavoro, l’equivalente del 15% dei ruoli corporate ma meno dell’1% del totale della forza lavoro. Questo genererà un risparmio di 180 milioni di dollari annui, ha detto la società. Ci sarà un “focus molto chiaro sulla produttività“, ha detto Clerc, che includerà anche l’uso di applicazioni dell’intelligenza artificiale.
Maersk ha detto che il commercio globale via container dovrebbe crescere dal 2% al 4% quest’anno e la società stima la sua crescita sarà in linea con quelle cifre.
Secondo Bloomberg Intelligence, le tariffe dei container in partenza da Shanghai sono crollate di oltre il 40% rispetto al picco di giugno e sono destinate a indebolirsi ulteriormente nelle prossime settimane. Allo stesso tempo, stando alla società di consulenza del settore Alphaliner, le cinque maggiori società di navigazione al mondo hanno messo in ordine nuove navi per entrare in servizio nei prossimi anni, con una capacità complessiva di quasi 7 milioni di container standard da 20 piedi (la misura standard che equivale a circa 6,10 metri) pari a circa il 20% dell’attuale flotta globale.