Giorno delle “tre streghe”: calendario 2026, significato e cosa succede sui mercati
Fonte immagine: iStock
Il Triple (o Quadruple) Witching Day, in italiano “Giorno delle Tre (o Quattro) Streghe” è una ricorrenza tecnica dei mercati finanziari che si verifica quattro volte l’anno. In passato era considerato uno degli appuntamenti più delicati per gli investitori, mentre oggi il suo impatto è più contenuto. Resta comunque una giornata particolare, caratterizzata da un aumento dell’operatività e della volatilità, legato alla scadenza simultanea di diversi strumenti derivati.
Vediamo di cosa si tratta, perché viene chiamato così, cosa accade sui mercati e quando cadrà nel 2026.
Cos’è il Giorno delle Tre Streghe
Nel linguaggio finanziario, il Triple Witching Day coincide con il terzo venerdì dei mesi di marzo, giugno, settembre e dicembre. In queste date scadono contemporaneamente alcuni contratti con periodicità diversa (alcuni mensili, altri trimestrali): si tratta di futures sugli indici azionari, opzioni sugli indici e opzioni su singoli titoli.
Questa concentrazione di scadenze tecniche rende la giornata più “movimentata” dal punto di vista operativo, perché molti operatori devono chiudere le posizioni in scadenza o rinnovarle su nuove date future.
Le date del Triple Witching Day nel 2026
Nel 2026 il calendario prevede queste quattro date, in cui scadranno contemporaneamente futures su indici e opzioni su indici e singole azioni:
- 20 marzo
- 19 giugno
- 18 settembre
- 18 dicembre
Perché si chiama così
L’espressione “giorno delle tre streghe” nasce nei mercati anglosassoni ed è una metafora flokloristica per rappresentare tre eventi che si incontrano nello stesso momento, creando una fase di instabilità tecnica.
Le “tre streghe” rappresentano quindi i tre principali derivati in scadenza contemporanea. Il nome è rimasto nel tempo soprattutto per tradizione, anche se oggi il mercato è molto più strutturato e liquido rispetto al passato.
Tre o quattro streghe?
Dal 2002 si è iniziato a parlare di “quattro streghe” perché, oltre ai tre strumenti principali, si sono aggiunti anche i futures su singole azioni. Negli Stati Uniti, però, questi contratti non vengono più negoziati dal 2020.
Di fatto, oggi si è tornati a una configurazione “tripla”, anche se il termine quadruple witching viene ancora utilizzato in alcune analisi internazionali.
Cosa succede nel Triple Witching Day
Durante il Triple Witching Day si osserva generalmente un aumento dei volumi di scambio. Questo accade perché molti trader e investitori istituzionali devono regolare le posizioni aperte, chiudere i contratti in scadenza oppure effettuare il cosiddetto rollover, cioè lo spostamento delle posizioni su scadenze future. Ad esempio, lo scorso giugno sono scaduti contratti per circa 6,5 trilioni di dollari.
In particolare, le opzioni “in the money” vengono esercitate automaticamente, mentre i market maker chiudono le posizioni di copertura. Tutto questo genera un’intensa attività, soprattutto nelle ultime ore di contrattazione, la cosiddetta “witching hour”.
In passato queste giornate erano spesso associate a forti oscillazioni dei prezzi. Oggi, pur restando una fase più movimentata del normale, la volatilità è mediamente più contenuta. I mercati sono diventati più profondi, con una maggiore presenza di algoritmi e di operatori istituzionali che tendono a smussare gli eccessi.
Perché fare comunque attenzione
Anche se l’impatto è meno marcato rispetto al passato, il Triple Witching Day resta una data da monitorare per chi opera attivamente sui mercati. L’aumento dei volumi può generare movimenti improvvisi nel brevissimo periodo, che possono dare luogo a opportunità (e rischi).
Per l’investitore di lungo periodo, invece, non rappresenta un segnale macro né un indicatore di inversione dei trend di mercato, ma una normale dinamica legata alle scadenze dei derivati.
È importante sottolineare che i movimenti in queste giornate sono quasi sempre di natura tecnica e non legati a fattori macroeconomici o fondamentali. Proprio per questo, gli effetti tendono a esaurirsi all’interno della stessa seduta, senza conseguenze strutturali sugli investimenti di lungo periodo.