Goldman Sachs: ecco cosa sosterrà la crescita degli utili a Wall Street
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Ancora un biennio di robusta espansione degli utili per Wall Street. Secondo le previsioni di Goldman Sachs, gli utili per azione (Eps) cresceranno del 12% su base annua nel 2026 (a 305 dollari) e del 10% nel 2027 (a 336 dollari) .
“Le stime incorporano le nostre previsioni macroeconomiche relative a una solida crescita del Pil statunitense e a un indebolimento del dollaro USA“, segnalano gli esperti della banca d’affari Usa ricordando che la crescita degli utili dell’indice S&P 500 è stata solida anche nel 2025 (+12% su base annua nel terzo trimestre del 2025, il quarto trimestre consecutivo di crescita a due cifre).
L’influenza delle mega-cap
Non solo i fattori macroeconomici guideranno la crescita futura degli utili a Wall Street, ma anche la continua performance positiva dei principali titoli tecnologici.
I sette principali titoli dell’indice S&P 500 (Nvidia, Apple, Microsoft, Google, Amazon, Broadcom e Meta) rappresentano il 36% della capitalizzazione di mercato dell’indice S&P 500 e il 26% degli utili e, stando alle stime di Goldman, dovrebbero contribuire per il 46% alla crescita dell’utile per azione dell’indice nel corso 2026 (un dato in leggero calo rispetto al 50% stimato per il 2025). Contemporaneamente, gli utili dei restanti titoli sono destinati ad accelerare dal +7% previsto per il 2025 al +9% del 2026.

Un esempio emblematico riguarda Nvidia: se il gruppo dovesse registrare un aumento del 50% delle vendite nel 2026 mantenendo invariati i margini, da solo contribuirebbe a un incremento di 30 punti base del margine complessivo dell’S&P 500.
Fondamentale l’AI
Un tema chiave resta quello dell’intelligenza artificiale. Gli strategist della Banca Usa stimano inoltre che “gli aumenti di produttività derivanti dall’intelligenza artificiale aumenteranno l’utile per azione dell’indice S&P 500 dello 0,4% nel 2026 e dell’1,5% nel 2027”. Le grandi aziende stanno registrando progressi più rapidi rispetto alle imprese di dimensioni minori, suggerendo che gli effetti della tecnologia potrebbero distribuirsi in modo graduale ma crescente nei prossimi anni. “La riduzione delle pressioni tariffarie, il continuo aumento della produttività e una minore tensione nel mercato del lavoro dovrebbero sostenere l’espansione dei margini nel 2026, ma recenti sondaggi indicano preoccupazione aziendale riguardo al rapporto tra costi di input e prezzi”, si legge nel report.
Nel complesso, il quadro delineato è quello di un mercato ancora trainato dai giganti tecnologici, ma con un ruolo crescente delle altre componenti dell’indice e un nuovo motore di crescita, la produttività da IA, destinato a diventare sempre più rilevante.