News Notizie Italia Giornata nera per Rcs, nuovi record per Saipem

Giornata nera per Rcs, nuovi record per Saipem

Pubblicato 22 Settembre 2005 Aggiornato 19 Luglio 2022 12:48
Cattive notizie dagli Stati Uniti d'America, dove l'uragano Rita è cresciuto fino a superare in forza il già tremendo Katrina; cattive notizie dal Fondo monetario internazionale che mercoledì ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita delle economie europee e relegato l'Italia a una crescita zero quest'anno e dell'1,4% nel 2006; cattive notizie, infine, dal governo italiano che ha perso il suo ministro dell'Economia Domenico Siniscalco a soli otto giorni dalla presentazione in Parlamento di una Finanziaria cruciale per il nostro Paese e alla vigilia dell'assemblea annuale dell'Fmi con tutto quello che ne consegue sul piano di una credibilità italiana già ai minimi termini. All'interno dell'indice guida della Borsa milanese è ripartita Saipem, dopo la pausa della vigilia. Il titolo della società attiva nel comparto oil ha guadagnato l'1,98% chiudendo sui nuovi massimi storici a 14,45 euro, mentre un'Eni ancora con il mal di pancia, dopo una bella partenza ha chiuso in negativo (-0,56%) penalizzata anche dal giudizio "underweight" reiteratole dagli analisti di Morgan Stanley, giudizio identico a quello preparato per Snam Rg che ha ritracciato del 2,28%. Sul comparto bancario ancora sugli scudi Montepaschi (+1,28%) mentre Capitalia e Mediobanca hanno perso rispettivamente l'1,35% e l'1,29%. Sul fondo del listino è finita oggi Rcs (-3,75%). I francesi di Lagardere sembrano poco intenzionati ad acquistare la quota della casa editrice in mano a Ricucci in quanto "si tratta di una quota di minoranza e non c'è l'intenzione di lanciare un'offerta ostile" mentre sull'immobiliarista romano le indiscrezioni parlano di una richiesta delle banche sue finanziatrici (che hanno in pegno quasi tutte le sue quote) per il reintegro delle garanzie. Pesante tonfo di Fideuram (-3,28%) dopo la corsa delle due precedenti sedute sull'onda della speculazione. Non è servito ad Autogrill un incremento degli utili semestrali di oltre 47 punti percentuali per evitare una chiusura nel rosso (-1,27%) mentre Fiat non ha fermato la sua caduta chiudendo in calo dell'1,90% nonostante la firma di un Memorandum of Understanding con Tata Motors per studiare collaborazioni in ambito automobilistico.