Notizie Notizie Mondo Giappone: la Banca Centrale convince il governo, aumento dei tassi a dicembre è praticamente certo

Giappone: la Banca Centrale convince il governo, aumento dei tassi a dicembre è praticamente certo

4 Dicembre 2025 13:10

Il primo aumento dei tassi di interesse in Giappone dallo scorso gennaio è imminente, se, come pare, la linea del governatore della Banca del Giappone (BOJ) Kazuo Ueda ha prevalso sullo scetticismo del Primo Ministro Sanae Takaichi, che l’anno scorso aveva definito “stupidi” gli aumenti dei tassi.

Come ha riportato Reuters, è quasi certo che il governo Takaichi non si opporrà ad un eventuale aumento di un quarto di punto percentuale dei tassi di interesse in dicembre, che li porterebbe allo 0,75%, dall’attuale 0,5%.

Aumento di quarto di punto percentuale porterà i tassi al livello più alto in 30 anni

Si tratta così di un’importante vittoria dei “falchi” della BOJ, che porteranno i tassi di interesse ad un livello che in Giappone non si vedeva da circa trent’anni.

Il nuovo governo giapponese, il primo guidato da una donna, si è insediato lo scorso 21 ottobre, e Takaichi ha sempre espresso una posizione più favorevole ad una politica monetaria espansiva. Ueda ha tessuto un’abile strategia diplomatica ed è stato evidentemente in grado di ammansire il Primo Ministro, utilizzando anche l’argomento del sostegno allo yen.

Decisivo sarebbe stato un incontro lo scorso 18 novembre, in cui Ueda si è trattenuto a lungo nell’ufficio del Primo Ministro. Lunedì, durante un discorso, Ueda ha di fatto preannunciato l’aumento dei tassi, dicendo che l’istituto centrale avrebbe considerato “i pro e i contro” di quell’operazione. In base alle sue parole i mercati hanno scommesso su una probabilità dell’80% di un aumento in dicembre, e dal governo non sono arrivate parole in contrasto con quella narrazione.

Al contrario il ministro delle finanze Satsuki Katayama ha detto martedì di non trovare problemi nei commenti di Ueda, lanciando un altro forte segnale che il governo non intenda ostacolare la mossa.

Sebbene la banca centrale giapponese sia indipendente dal governo, un accordo del 2013 stabilisce che le due entità rafforzino la coordinazione politica per superare la deflazione e raggiungere una crescita economica sostenibile.

Dopo la notizia lo yen si è subito rafforzato, passando da 155,04 a 154,77 sul dollaro.

Gli investitori sono già concentrati sul futuro. Quale sarà il tragitto dei tassi in Giappone?

Quanto avverrà ha comunque il carattere di un’armistizio tra BOJ e governo. Sul tragitto futuro dei tassi di interesse non vi sono certezze, e gli investitori saranno subito focalizzati sulle prossime parole di Ueda per cercare di capirlo.

Se da una parte il taglio di dicembre è considerato “cosa fatta”, dice Mari Iwashita di Nomura Securities, “la domanda più importante è cosa viene dopo“. Lo scenario non è facile: da una parte “lo yen andrà giù se Ueda non rassicurerà i mercati che la banca centrale continuerà ad alzare i tassi. Ma indicare un aumento costante potrebbe innervosire il governo“, ha aggiunto.

Non vi è fondamentalmente accordo su quale sia il tasso di interesse naturale per il Giappone, ossia il livello per cui l’economia si mantiene stabile. Secondo le stime della BOJ sarebbe tra l’1% e il 2,5%, un range troppo ampio per fare previsioni di lungo termine.

Ottimo andamento delle aste di titoli di stato, in particolare dei trentennali

Tuttavia il segnale inviato dalla BOJ ha avuto risvolti positivi nel mercato dei titoli di stato giapponesi, che hanno visto la domanda di obbligazioni trentennali arrivare al livello più alto dal 2019, secondo quanto riporta Bloomberg.

Il rendimenti si sono attestati al 3,39%, dopo che si è registrato un bit to cover a 4,04, che significa in pratica la collocazione di un 1 titolo su 4 richieste degli operatori. In novembre il bid to cover era stato a 3,125. Si tratta dell’asta migliore degli ultimi 6 anni e, secondo David Pascucci, market analyst di XTB, ” complice sicuramente i tassi ben al di sopra dei target di inflazione e dei tassi di interesse BOJ. Questo risultato ha spinto positivamente il Nikkei verso l’alto con un rialzo di oltre il 2%, dinamica assolutamente rialzista nel breve grazie alla rottura dei massimi delle scorse due settimane.”

Per Ryutaro Kimura di AXA Investment Managers “è probabile che gli inattesi risultati positivi siano stati guidati dal fatto che molti investitori considerino accettabile aumentare l’esposizione a bond di lunghissima durata quando i rendimenti superano il 3,4%“.

Per quanto riguarda i titoli di stato a scadenza più breve anch’essi hanno registrato un aumento dei rendimenti: quelli sul benchmark decennale sono cresciuti di 4,5 punti base a 1,935%, mentre quelli a scadenza quinquennale sono saliti a 1,41%.

Gli investitori attendono anche di sapere dettagli dal governo in merito al budget per il nuovo anno fiscale, in particolare riguardo all’emissione di bond a lunghissima scadenza. Sembra, secondo quando riportato da Bloomberg, che gli investitori spingano sul governo per ridurli e puntare su titoli a scadenza più ravvicinata.