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Ftse Mib stecca in avvio di ottava, male ENI e il duo Snam-Terna

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Il Ftse Mib ha chiuso oggi in calo dello 0,71% a 19.478 punti complice anche l’effetto dello stacco cedola di alcune delle big del listino. Sui mercati internazionali si continua a guardare anche al rischio legato all’accentuarsi dei contagi da Covid-19 con i dati dell’OMS di ieri che evidenziano un record di nuovi infetti sospinto soprattutto da Stati Uniti e America Latina.

A Piazza Affari pesa lo stacco cedola da parte di 7 titoli del Ftse Mib. A pagare dazio sono proprio alcune utility che hanno staccato il dividendo oggi quali Snam (-6,13%) e Terna (-6,07%). Tra le big perde quota ENI a 8,803 (-0,80%) nonostante il petrolio WTI si sia riaffacciato sopra i 40$.

Giornata negativa anche per Tenaris (-1,71%) nonostante il colosso dei tubi e servizi per l’esplorazione e la produzione di petrolio sia stato promosso a buy da Goldman Sachs che precedentemente aveva rating sell sul titolo. La casa d’affari statunitense ha anche rivisto il target price da 5,4 a 7,6 euro e ritiene che il mercato shale oil statunitense (che dai picchi di marzo ha visto le trivellazioni scendere fino a -65%) dovrebbe segnare una netta ripresa da qui in avanti.

Da oggi, inoltre, il Ftse Mib ha cambiato composizione con l’approdo per la prima volta di Interpump e Inwit, entrambi in gran spolvero al debutto (close rispettivamente a +6,25% e +3,02%). I due titoli hanno preso il posto di Salvatore Ferragamo e Bper Banca. Interpump in particolare nell’ultimo mese ha sottoperformato gli indici di riferimento (-16% rispetto all’Eurostoxx industrial a 1 mese) e i principali peers del settore idraulico (-16% rispetto a Parker Hannifin) “nonostante una generale capacità di overperformance di Interpump rispetto ai peers nell’idraulica e una buona resilienza attesa dalla divisione water jetting (flat nel 1Q e attesa essere resiliente anche nel 2Q)”, asserisce Equita SIM. “Riteniamo che la sottoperformance sia dovuta a flussi legati al cambio di indice e che quindi possa essere recuperata a breve”, argomenta la sim milanese che ha buy sul titolo con target a 31 euro.

Tra i titoli in rialzo oggi spicca anche FCA (+1,36%). Incidono positivamente le indiscrezioni riportate dal Sole 24 Ore secondo cui l’istruttoria per l’erogazione del maxi-prestito da 6,3 miliardi di euro, che sarà erogato da Intesa SanPaolo e garantito da Sace per l’80%, è terminata e le condizioni chieste dallo Stato non sarebbero tali da compromettere la fusione con PSA.