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Ftse Mib scivola ai nuovi minimi, febbre da spread affonda le banche

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Finale molto difficile per Piazza Affari che paga l’impennata dello spread con l’avvicinarsi della bocciatura della Manovra 2019 da parte dell’Europa. Il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, è a Roma per incontrare il ministro Tria e dovrebbe consegnarli la lettera di risposta al budget inviato dall’Italia il 15 ottobre contenente una probabile bocciatura. Bruxelles cercherà probabilmente di convincere il governo a rivedere la Manovra ma il mercato tene un muro contro muro con Salvini e Di Maio che appaiono poco propensi a concessioni all’UE.

Tria oggi ha difeso per l’ennesima volta la bontà della manovra del governo M5S-Lega: “La strategia espansiva non è temeraria ma responsabile. Le nostre scelte non mettono a rischio i conti pubblici. Sulla manovra sono convinto riguardo alla stabilità del nostro impianto. La riduzione programmata del rapporto debito-Pil non ci soddisfa, ma è la prima volta che si realizza. Una crescita troppo bassa non potrebbe farci uscire dal solco della crisi degli ultimi dieci anni. Una economia che non avanza abbastanza rischia di avvitarsi”.

L’indice Ftse Mib ha chiuso sui nuovi minimi da inizio 2017 a quota 19.1000 punti, con una flessione giornaliera dell’1,7%. Il listino milanese paga anche il nervosismo sul fronte politico interno con il vicepremier Luigi Di Maio che ha parlato di “manipolazione” del testo del decreto fiscale inviato al Quirinale. Lo spread è schizzato nel pomeriggio fino a 325 punti base, sui massimi a 5 anni e mezzo.

Tra i singoli titoli di Piazza Affari spicca il tonfo del 6,42% per Buzzi che paga il profit warning della tedesca HeidelbergCement.

Tra i segni meno spiccano soprattutto le banche, colpite dalla febbre da spread: -3,4% Unicredit, -3,25% Intesa Sanpaolo e -5,7% Banco BPM. Molto male anche Mediaset e Saipem, scivolate di oltre il 4 per cento.

Tra i pochi segni più c’è Moncler (+0,19%) promossa a Buy da Jefferies con prezzo obiettivo a 40 euro. Bene anche TIM (+0,79%) che nel corso della seduta era arrivata anche a guadagnare più del 3%.