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Ftse Mib sbanda, -5% per Banco BPM e – 3,5% Unicredit. Forti trimestrali banche non bastano a Wall Street

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Accelerazione al ribasso per Piazza Affari con il ritorno delle vendite complice soprattutto la notizia arrivata da Johnson & Johnson che ha temporaneamente sospeso la sperimentazione di un potenziale vaccino contro il Covid-19 a “causa di una malattia inspiegabile” che ha colpito un partecipante allo studio.

Non hanno fatto cambiare umore ai mercati le trimestrali oltre le attese di JP Morgan, BlackRock e Citigroup. Wall Street si muove in rosso e le Borse Ue hanno aumentato i ribassi nell’ultima ora.

A Piazza Affari l’indice Ftse Mib indietreggia dell’1,05% a 19.510 punti, sui minimi di giornata. Sul fondo del listino principale scivolano le banche, con Bper Banca peggior titolo di oggi con oltre -5% in area 1,105 euro sui minimi storici. Da inizio anno Bper è il secondo peggior titolo di tutto il Ftse Mib con -63%. Peggio fa solo Saipem con -65%. Oggi è il settimo giorno dell’aumento di capitale da 800 mln di euro finalizzato all’acquisizione di 532 sportelli in eccesso del gruppo Intesa Sanpaolo a seguito dell’operazione UBI.

Cali consistenti anche per Banco Bpm che dopo uno stop per eccesso di ribasso al momento segna -4,92% in area 1,5735 euro. Debole anche Unicredit (-3,5%) dopo l’indiscrezione de Il Sole 24 Ore, secondo cui l’istituto di piazza Gae Aulenti starebbe valutando un piano per creare una subholding con sede in Germania, in cui vengano convogliate tutte le sue attività estere. Una mossa, che a detta degli analisti di Mediobanca è propedeutica a una futura mossa di M&A e tra le operazioni che gli esperti di piazzetta Cuccia ritengono più efficaci – nel senso di creazione di valore per le banche coinvolte e per gli azionisti – ci sarebbe un matrimonio tra Unicredit (16,6 miliardi di market cap) e Bnp Paribas (41,9 miliardi di valore di mercato).