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Ftse Mib inciampa, ma non rovina una settimana stellare. Precipita Leonardo

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Moderato segno meno per Piazza Affari nell’ultima seduta della settimana. Il Ftse Mib ha ceduto lo 0,25% a 19.681 punti, interrompendo la striscia di 5 rialzi consecutivi che aveva spinto l’indice guida di Piazza Affari a un rimbalzo a doppia cifra del 10% in questo primo scorcio di novembre.

Oggi indicazioni positive dalle non farm payrloos Usa, andate meglio delle attese. Sul fronte elezioni Usa, manca ancora l’esito finale in Stati chiave come Nevada, Arizona, Pennsylvania e Georgia. Ma la NBC News riporta che Joe Biden è in in vantaggio in Georgia e in Pennsylvania, che gli garantirebbero la vittoria finale.

Tornando a Piazza Affari, oggi in evidenza Inwit con un balzo di oltre 4 punti percentuali Inwit che torna di slancio sopra i 10 euro grazie alla trimestrale migliore delle attese. Inwit ha confermato una politica dei dividendi attraente che prevede un dividendo per azione di 0,30 euro da riconoscere nel 2021 a seguito dell’approvazione del bilancio 2020, e un incremento negli anni successivi del piano triennale del 7,5% annuo.

Tra le banche seduta sulla parità (-0,03%) per Banco Bpm dopo aver riportato i conti del terzo trimestre dell’anno. L’istituto guidato da Giuseppe Castagna ha registrato utili più che doppi rispetto a secondo trimestre, mentre continua il calo dei crediti deteriorati. Nel corso della conference call successiva alla pubblicazione del bilancio, Castagna ha espresso l’interesse della banca a essere attiva in una eventuale operazione di M&A, dopo le ultime voci relative a negoziati in corso con Credit Agricole: “Non commentiamo i rumor ma siamo interessati a esplorare qualsiasi potenziale mossa che serva a rafforzare ulteriormente la banca”, ha detto.

Male invece Unicredit che ha ceduto oltre il 3%. All’indomani dei conti trimestrali gli analisti di Mediobanca hanno sottolineano che “il capitale in eccesso” di cui dispone UniCredit è “più grande” di quanto in diversi affermino.

Sul fondo del listino figura però Leonardo con un tonfo del 7,23% a 4,34 euro dopo che l’utile netto dei primi nove mesi dell’anno è sceso a 137 milioni di euro contro i 465 milioni al 30 settembre 2019. I ricavi sono scivolati dell’1,9% a 9,025 miliardi, principalmente riconducibile alle minori consegne per effetto del Covid-19. Per quanto riguarda la guidance 2020, Leonardo spiega che l’emergenza coronavirus sta producendo effetti sulla performance in un contesto globale di grave recessione economica ed elevata incertezza. Di conseguenza le stime per l’anno in corso prevedono ricavi compresi nella forchetta tra 13,2-14 miliardi (consensus Bloomberg a 13,5 miliardi), ordini nel range tra 12,5-13,5 e un Ebita tra 900-950 milioni.