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Ftse Mib galleggia intorno ai 22.000 punti, focus tecnico su Saipem ed Eni

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Piazza Affari e le principali borse europee viaggiano in territorio positivo alla vigilia del Bce-day. Cresce l’attesa in vista del decisivo meeting del consiglio direttivo della Banca centrale europea che si riunirà domani per comunicare le sue decisioni di politica monetaria. È da tempo ormai che si susseguono indiscrezioni sulle potenziali misure che il presidente uscente Mario Draghi potrebbe lanciare. I mercati scommettono sull’arrivo di un bazooka monetario anticrisi economica. Da monitorare anche il comparto tecnologico dopo i nuovi prodotti presentati ieri sera da Apple. La grande novità, l’iPhone 11, ha l’obiettivo di attrarre i consumatori con un prezzo più basso rispetto ai precedenti.

Ftse Mib

Il Ftse Mib viaggia in lieve rialzo a cavallo dei 22.000 punti, gettandosi alle spalle la debole chiusura della vigilia. Sulla scena politica l’esecutivo Conte bis ha fatto il bis ieri, incassando anche la fiducia al Senato con 169 favorevoli. Intanto oggi lo spread Btp-Bund sta scendendo nuovamente verso quota 155 punti. Intanto oggi è prevista l’asta Bot, la prima asta del mese e anche dopo la formazione del nuovo governo Conte-bis. Il Tesoro, ora guidato da Roberto Gualtieri, andrà a collocare Bot a 12 mesi per 6,5 miliardi di euro.

Tornando al grafico, dopo aver infranto in gap up la resistenza di medio termine importante in area 21.500 punti, è da qualche seduta che il Ftse Mib sta cercando di trovare spunti per tentare l’assalto dei 22.000 punti, il livello che ci separa dai massimi dell’anno a 22.357 punti. Spunti che potrebbero arrivare con la riunione della Bce di domani pomeriggio. Nel frattempo, i livelli da monitorare rimangono gli stessi. Il prossimo ostacolo nella scalata dell’indice è rappresentato dalla fascia di prezzo tra i 22.000 e 22.357 punti. Una rottura decisa di tale fascia in chiusura dovrebbe consentire al Ftse Mib di proseguire verso 23.000 e 24.000 punti. Al ribasso, se ci dovesse essere volatilità con un ritorno e chiusura sotto quota 21.500 punti darebbe spazio a ribassi verso 21.000 punti. Anche se va sottolineato che il primo livello di supporto importante che ci darebbe indicazioni in termini di sentiment di mercato è a 20.000 punti. Solo con il break di tale livello avremmo delle accelerazioni al ribasso con target il 61,8% di Fibonacci a 19.600 punti. Per il momento comunque non vediamo una situazione grafica tale da mettere in discussione l’uptrend avviato a fine dicembre dello scorso anno.

 

 

Per chi volesse operare sul Ftse Mib con certificati a leva long, si potrebbe considerare per esempio il Turbo Long con ISIN: NL0013491830. In alternativa chi ha view ribassista può operare con questo Turbo Short ISIN: NL0013492325.

Saipem

Il titolo della società attiva nei servizi petroliferi ha avviato il rimbalzo dalla metà del mese di agosto, recuperando circa il 18%. Ora i corsi si sono portati al di sopra della resistenza statica collocata in area 4,5 euro, dove passa anche il 61,8% di Fibonacci di tutto il down trend avviato a ottobre 2018. Su RSI possiamo notare che le pressioni rialziste stanno aumentando avvicinandosi all’ipercomprato. In tale scenario, il superamento in chiusura di seduta dei 4,5 euro potrebbe essere un primo segnale rialzista anche se sarebbe meglio attendere il break dei 4,735 euro (picco massimo di luglio quando Saipem aveva effettuato una bull trap) per poter aspirare a un ritorno graduale verso zona 5 euro. Al ribasso, invece, il primo livello da tenere monitorato è il 50% di Fibonacci a 4,3 euro che in caso di rottura potrebbe chiamare in causa il supporto a 4,18 euro (dove passa anche la media mobile 200 periodi) e quello successivo a 4 euro.

 

 

Per chi volesse operare su Saipem con certificati a leva long, si potrebbe considerare per esempio il Turbo Long con ISIN: NL0013644719. In alternativa chi ha view ribassista può operare con questo Turbo Short ISIN: NL0013644784.

Eni

Il titolo del colosso dell’Oil&Gas ha avviato la fase di rimbalzo dalla metà di agosto recuperando circa il 9%. Superati con successo ieri i 14 euro, il prossimo ostacolo al rialzo è rappresentato dalla resistenza di breve periodo a 14,2 euro. Livello da infrangere per poter proseguire la scalata verso i target successivi, ovvero la media mobile 200 periodi a 14,5 euro e poi zona 15 euro. Al contrario, invece, importante sarà la tenuta del supporto collocato a 13,42 euro per evitare ricadute con target 12,94 euro, il minimo da luglio 2017.

 

 

Per chi volesse operare sul Eni con certificati a leva long, si potrebbe considerare per esempio il Turbo Long con ISIN: NL0013494206. In alternativa chi ha view ribassista può operare con questo Turbo Short ISIN: NL0013494305.