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Ftse Mib fa sul serio, massimi dal 13 dicembre. I titoli da seguire oggi

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Piazza Affari scaccia i fantasmi di dicembre e anche oggi dà seguito al rally innescato venerdì scorso dalle parole di Powell circa un atteggiamento flessibile di politica monetaria da parte della Fed. L’indice Ftse Mib questa mattina è subito partito di slancio sopra la soglia dei 19 mila punti, livello che non vedeva dallo scorso 19 dicembre. L’indice guida milanese segna un progresso dello 0,86% a quota 19.116 punti sui massimi dallo scorso 13 dicembre.

Oltre +6% dai minimi del 27 dicembre

Dai minimi pluriennali toccati il 27 dicembre sotto quota 18mila, il Ftse Mib è risalito di oltre il 6%. A dare slancio oggi al listino milanese contribuisce la chiusura positiva di Wall Street nella prima seduta della settimana (+0,7% lo S&P 500), così come questa mattina di Tokyo (+0,82% il Nikkei). Gli investitori continuano a guardare all’esito delle trattative commerciali tra Usa e Cina, in occasione del vertice vice ministeriale iniziato ieri.

 

Migliori e peggiori del Ftse Mib

Tra i singoli titoli di Piazza Affari si segnala il rally di Prysmian che sale di oltre il 3% dopo che gli analisti di Goldman Sachs hanno alzato il rating a buy dal precedente neutral. Il prezzo obiettivo è invece passato da 22 a 21 euro.

Tra i migliori anche oggi il titolo Juventus (+2,13% a 1,24 euro), sui massimi dallo scorso ottobre e che dal suo approdo sul Ftse Mib, effettivo dal 27 dicembre, è salito di oltre il 18%. Nella sola prima seduta dell’anno il balzo è stato del 10% complici anche le voci di calciomercato circa il possibile interesse per un futuro acquisto della stella Mbappe. 

Male invece Italgas (-1,46%) che paga il declassamento a hold dal precedente buy deciso da Kepler Cheuvreux.

 

Si muovono in rialzo le banche (+0,83% Intesa e +0,4% Unicredit) con gli ultimi sviluppi sul caso Carige con il governo che ha avallato la garanzia di Stato su nuovi bond e fondi Bankitalia. Le misure messe a punto, che dovranno essere approvate con un apposito decreto legge, daranno la possibilità a Carige di accedere a forme di sostegno pubblico e di garanzia dello Stato.

 

Nuovo alert da economia tedesca, produzione mai così giù da estate 2015

Sul fronte macro si conferma la produzione industriale che a novembre ha mostrato una flessione dell’1,9% rispetto al mese precedente. Si tratta del peggior calo dall’estate 2015.  Gli analisti si aspettavano un aumento dello 0,3%. “I deludenti dati di oggi suscitano timori di recessione tecnica – argomenta Carsten Brzeski, Chief Economist ING Germany – . La produzione industriale tedesca più debole non è solo il risultato di problemi nel settore automobilistico. L’ultimo significativo aumento trimestrale della produzione industriale risale al quarto trimestre del 2017”.