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Forex: euro in ripresa sul dollaro. Buy anche su sterlina, Andy Haldane lascia BoE parlando di ‘bestia dell’inflazione’

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Euro in ripresa sul dollaro, dopo aver bucato la soglia di $1,19, complici i buy che si sono riversati sul biglietto verde a seguito della parole di James Bullard, presidente della Fed di St Louis, lo scorso venerdì.

Il Dollar Index è arrivato a balzare fino a 92,405 nell’arco di quella sessione, al record dallo scorso 13 aprile.
Ma ora rallenta la corsa, con il rapporto euro-dollaro che avanza dello 0,20% a $1,1885.

Tra le valute che recuperano terreno c’è anche la sterlina, in crescita dello 0,6% a $1,3877, dopo essere affondata di oltre il 2% nei confronti del biglietto verde la scorsa settimana.

Gli investitori attendono i discorsi che saranno proferiti questa settimana da diversi esponenti della Fed: in primo piano di nuovo il presidente della Fed di St. Louis James Bullard, che tanto scompiglio ha generato sui mercati con le sue dichiarazioni, e che parlerà nella giornata di oggi.

Fari anche sulla Bank of England, che si riunirà questa settimana.

La banca centrale del Regno Unito sta facendo parlare di sé anche per le dimissioni del capo economista Andy Haldane, che si appresta a lasciare l’istituzione dopo 32 anni di servizio.

Negli ultimi giorni Haldane ha affermato che il Regno Unito sta vivendo il “momento più pericoloso” della sua storia nel contenere i rischi inflazionistici, da quando uscì dal meccanismo del tasso di cambio europeo nel 1992.

L’economista ha parlato di “bestia dell’inflazione”, avvertendo che l’economia UK rischia “una spirale rialzista dei salari e dei prezzi simile a quella degli anni ’70 e ’80′”.

Haldane lascerà la Bank of England dopo il meeting di questa settimana della commissione di politica monetaria (MPC) della Bank of England, in calendario giovedì 24 giugno.

Per ora non sono attesi cambiamenti da parte della BOE, nonostante il balzo dell’indice dei prezzi al consumo – termometro dell’inflazione -, che a maggio è volato al 2,1%, al di sopra della soglia target della banca centrale, pari al 2%, per la prima volta in quasi due anni.

Tornando al dollaro, il Dollar Index è balzato di quasi il 2% su base settimanale la scorsa settimana, riportando il rally più forte in 14 mesi circa.

La valuta americana ha prezzato prima i toni più da falco del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, che prevede ora in media due rialzi dei tassi sui fed funds entro il 2023, quando nella riunione dello scorso marzo aveva stimato nessun rialzo almeno fino al 2024.

Il dollaro ha poi ricevuto un’altra sferzata rialzista lo scorso venerdì, con l’improvvisa dichiarazione del presidente della Fed di St. Louis, James Bullard, che ha detto di intravedere un primo aumento dei tassi di interesse già nel 2022 poiché l’inflazione aumenta più rapidamente di quanto previsto in precedenza.