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Fineco: finita era UniCredit, la banca sarà scalata? Intanto Mustier incassa più di 1 mld

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Il Sole 24 Ore: “Non è tuttavia così facilmente scalabile Fineco. Ha infatti una capitalizzazione di oltre 6 miliardi e il titolo è abbastanza caro: oggi quota…”

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UniCredit dà l’addio ufficiale a Fineco, vendendo la quota residua detenuta nel gruppo, pari al 18,3%. Lo smobilizzo della partecipazione permette all’istituto di Piazza Gae Aulenti di incassare 1,1 miliardi e di migliorare il CET1 capital ratio del terzo trimestre 2019 di circa 30 punti base. La vendita ha visto come controparte i 140 soci della banca multicanale.

A questo punto, scatta un interrogativo: Fineco Bank torna a essere contendibile, potenziale preda di una scalata? Ad affrontare la questione è Il Sole 24 Ore, che scrive che sì, l’istituto ora è contendibile aggiungendo però, anche, che conquistare un gruppo come questo non sarà affatto facile.

La vendita della quota  è avvenuta attraverso la procedura di accelerated bookbuilding di UniCredit (advisor dell’operazione Jp Morgan, Ubs e UniCredit Corporate & Investment Banking.

Per la precisione, agli investitori istituzionali sono state cedute 111,6 milioni di azioni circa detenute in Fineco, corrispondenti a circa il 18,3% della società, al prezzo di 9,85 euro per azione. Il prezzo, riporta il Sole, ha incorportato uno sconto di circa il 4,4 per cento rispetto all’ultimo prezzo di chiusura di Fineco preannuncio. Le buone condizioni dei mercati hanno permesso alla transazione di concludersi per un valore superiore rispetto a quello di maggio, quando UniCredit aveva ceduto un altro 17%.

Riguardo ai soci che hanno acquistato le quote, il quotidiano di Confindustria rileva che gli acquisti sono avvenuti dai 140 soci, “di cui il 50% nel Regno Unito, il 30% negli Stati Uniti, il 10% in Italia e un altro 10% nel resto del mondo. Per il 60% sarebbero hedge fund e per il 40% fondi long only“.

Tra i compratori soggetti istituzionali vengono fatti i nomi di Capital Group, Vanguard, Norges, Gam Holding, Marshall Wace, Assicurazioni Generali, Standard Life Aberdeen, Edmond de Rothschild e Sun Life Financial.

Fineco contendibile dopo uscita di scena di UniCredit?

Fineco potrebbe finire nel radar di concorrenti, italiani e stranieri, ma anche di fondi di private equity – si legge nell’articolo – Non è tuttavia così facilmente scalabile Fineco. Ha infatti una capitalizzazione di oltre 6 miliardi e il titolo è abbastanza caro: oggi quota 10,11 euro, pari a circa 25 volte gli utili. Inoltre la banca multicanale ruota attorno alla forte personalità dell’amministratore delegato Alessandro Foti e del resto del management e soprattutto un ruolo centrale è quello della rete di private banker con propri portafogli milionari”.

Detto questo, la struttura societaria di Fineco, con l’uscita di scena di UniCredit, risulta piuttosto frammentata. Tra i maggiori piccoli soci di Fineco oggi ci sono grandi investitori istituzionali come BlackRock e Capital Research con oltre il 5% e Invesco con più del 3 per cento.

Ieri, sempre il Sole 24 Ore ha diffuso alcuni rumor che hanno visto protagonista UniCredit e la sua decisione di creare una subholding con sede in Germania per arginare il rischio Italia.

Ma UniCredit è tornata sotto i riflettori qualche giorno fa anche con indiscrezioni su un possibile interesse nei confronti della banca commissariata dalla Bce – e per il cui salvataggio i tempi stringono – Carige.

In particolare il quotidiano La Repubblica ha riportato che UniCredit e Bper starebbero valutando una proposta per acquisire Carige a costo zero nell’ambito di una procedura di liquidazione che Banca d’Italia sta cercando di evitare. In cambio, le due banche vorrebbero liberarsi dei loro crediti deteriorati. Il piano implicherebbe l’iniezione, da parte del Tesoro, fino 1 miliardo di nuovo capitale, perché si rilevino fino a 12 miliardi di crediti problematici dal bilancio di Carige.