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Fincantieri alza le stime dopo il trimestre: ordini oltre il target e redditività in crescita

11 Maggio 2026 16:39

Fincantieri chiude il primo trimestre con ricavi in calo per effetto del confronto con il maxi ordine Indonesia del 2025, ma mostra un miglioramento dei margini, una posizione finanziaria più solida e un portafoglio ordini record. La visibilità sulle consegne arriva fino al 2039, mentre i contratti già conclusi nei primi mesi dell’anno superano il target previsto per l’intero 2026. Un quadro che ha portato il gruppo a rivedere al rialzo la guidance su ricavi, Ebitda e utile netto.

Fincantieri migliora la redditività

Fincantieri ha archiviato il primo trimestre 2026 con ricavi pari a 2,135 miliardi di euro, in flessione del 10,1% su base annua. Il dato risente del confronto con il primo trimestre 2025, che aveva beneficiato dell’ordine per due unità PPA/MPCS destinate alla Marina militare indonesiana. Escludendo questo effetto, i ricavi del periodo sarebbero risultati in crescita del 6%. Sul fronte della redditività, l’Ebitda è salito a 159 milioni di euro, dai 154 milioni di un anno prima, con un margine in aumento al 7,4% dal 6,5% ed evidenziando un considerevole incremento della redditività in tutti i segmenti, che compensa il beneficio dell’ordine per l’Indonesia sul dato del primo trimestre 2025. L’Ebitda margin raggiunge il 7,4%, in forte crescita di quasi un punto percentuale rispetto al 31 marzo 2025.

Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri, ha dichiarato nel comunicato di presentazione dei conti “Il primo trimestre del 2026 conferma la coerenza e la forza del percorso di crescita del Gruppo. La performance commerciale segna un nuovo traguardo, con un carico di lavoro più alto di sempre, pari a 74,2 miliardi di euro, che garantisce una visibilità sulle consegne ulteriormente estesa fino al 2039, con prospettive operative estremamente profonde e strutturali non solo per i cantieri del Gruppo, ma per l’intera filiera”.

Difesa, ordini attesi per circa 5 miliardi. Alzate le stime per il 2026

Sul fronte della difesa, Fincantieri guarda ai prossimi mesi con un portafoglio di opportunità rilevante. Il gruppo prevede infatti la finalizzazione di nuovi ordini per circa 5 miliardi di euro, legati sia a programmi destinati alla Marina Militare italiana sia al mercato statunitense. Tra i dossier attesi rientrano le nuove unità cacciatorpediniere DDX e il programma Joint Maritime Multi Mission System, oltre all’avvio del programma Medium Landing Ship per la U.S. Navy, per il quale è già stato firmato un primo contratto da 30 milioni di dollari propedeutico alla costruzione delle prime quattro unità.

Intanto il Gruppo ha già superato nei primi mesi dell’anno il target 2026 di circa 11 miliardi di euro, indicato nel Piano Industriale 2026-2030, grazie ai contratti conclusi dall’inizio dell’esercizio. Nel trimestre il Fincantieri ha consegnato 5 navi da 5 stabilimenti e conta 94 unità in portafoglio. A livello di segmenti, il cruise registra ricavi in crescita del 16,8%, mentre Offshore e Navi speciali avanzano del 12,1%. Forte accelerazione anche per l’Underwater, in aumento del 43,3%, e per Sistemi, Componenti e Infrastrutture, in crescita dell’8,9%.

Alla luce dell’andamento del trimestre e della visibilità sul portafoglio ordini, il gruppo ha rivisto al rialzo la guidance 2026: i ricavi sono ora attesi tra 9,3 e 9,4 miliardi, l’Ebitda tra 700 e 710 milioni e l’utile netto tra 140 e 180 milioni di euro. “Alla luce dei risultati conseguiti e della visibilità sul portafoglio ordini, abbiamo rivisto al rialzo la guidance per il 2026, rafforzando ulteriormente le aspettative di crescita economica e finanziaria” continua nel comunicato l’AD Folgiero. “Con 94 navi in portafoglio e 5 unità consegnate da 5 stabilimenti nel trimestre, nei primi mesi dell’anno sono stati inoltre conclusi contratti per un valore già superiore all’intero target 2026 di 11 miliardi di euro, a conferma del forte momentum commerciale”.

Debito in calo e leva finanziaria a 1,1 volte

Sul fronte finanziario, Fincantieri ha registrato un netto miglioramento della struttura patrimoniale. La posizione finanziaria netta adjusted si è ridotta a 771 milioni di euro di debito, rispetto agli 1,311 miliardi registrati a fine 2025. Il rapporto tra PFN adjusted ed Ebitda LTM è sceso così a 1,1 volte, grazie alla generazione di cassa del trimestre e all’aumento di capitale da circa 500 milioni completato a febbraio. Invece, la posizione finanziaria netta adjusted si attesta a 1,25 miliardi e il rapporto di indebitamento a 1,8x a fronte di una guidance per l’intero anno fissata a 2 volte.

Pierroberto Folgiero ha concluso “Guardiamo al futuro con fiducia, forti di un portafoglio ordini senza precedenti e di una visibilità operativa estesa nel lungo periodo che, in coerenza con il Piano Industriale 2026–2030, rafforza il ruolo di Fincantieri come piattaforma industriale di riferimento nei settori della navalmeccanica ad alta complessità e nelle tecnologie del mare”.