Notizie Notizie Italia DiaSorin supera le attese sull’Ebitda: il mercato premia i margini nonostante ricavi e utile sotto il consensus

DiaSorin supera le attese sull’Ebitda: il mercato premia i margini nonostante ricavi e utile sotto il consensus

11 Maggio 2026 10:57

Seduta in forte rialzo a Piazza Affari per DiaSorin dopo la pubblicazione dei conti del primo trimestre. Il mercato ha premiato soprattutto la tenuta della redditività operativa, con un Ebitda adjusted superiore alle attese degli analisti nonostante ricavi e utile netto leggermente inferiori al consensus Bloomberg. A sostenere il titolo anche la conferma della guidance 2026, in un contesto che resta però condizionato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e da alcuni fattori temporanei che hanno penalizzato la domanda nei primi mesi dell’anno.

DiaSorin, Ebitda oltre le attese ma utile e ricavi sotto il consensus

DiaSorin ha chiuso il primo trimestre con risultati contrastanti rispetto alle attese degli analisti. L’utile netto si è attestato a 38 milioni di euro, lievemente sotto i 38,7 milioni indicati dal consensus Bloomberg, mentre i ricavi sono stati pari a 287 milioni, inferiori ai 291,4 milioni stimati. Il dato migliore arriva dall’Ebitda adjusted, salito a 90 milioni contro gli 87,8 milioni previsti, con un margine del 31% rispetto al 30,3% atteso. L’Ebitda reported è stato pari a 86 milioni, mentre l’Ebit si è attestato a 56 milioni. Secondo Bloomberg, sul titolo il consensus conta 5 raccomandazioni buy, 8 hold e 2 sell.

Dopo la pubblicazione dei risultati del primo trimestre, DiaSorin  ha registrato un forte rialzo a Piazza Affari, con il titolo in aumento del 6,3% e volumi pari a circa otto volte la media registrata nella stessa fascia oraria. Le azioni sono salite fino a 67,16 euro dai 63,20 euro della chiusura precedente, riportandosi sui livelli più alti dallo scorso 10 marzo.

Conti penalizzati da influenza debole e fattori temporanei negli Stati Uniti

Il calo dei risultati del primo trimestre riflette soprattutto fattori stagionali e temporanei. La diagnostica molecolare ha risentito della debole stagione influenzale, con una flessione del 12% a cambi costanti e una riduzione del 25% dei volumi dei test respiratori. Negli Stati Uniti hanno pesato anche il destocking del test QuantiFERON-TB in alcuni grandi laboratori commerciali e le condizioni meteo avverse dei primi mesi dell’anno. A questi elementi si aggiungono la debolezza del mercato cinese, legata al sistema di acquisti centralizzati VBP, e la minore domanda in Medio Oriente.

In controtendenza l’immunodiagnostica, che ha registrato ricavi per 196 milioni e una crescita dell’1% a cambi costanti, sostenuta anche dal buon andamento del QuantiFERON-TB negli ospedali statunitensi ed europei.

Equita conferma Hold in attesa del Capital Markets Day

In vista del Capital Markets Day del 20 maggio, Equita conferma sostanzialmente le stime 2026-2028 su Diasorin e mantiene il giudizio Hold. Per il 2026, gli analisti restano posizionati nella parte bassa della guidance, dopo un avvio d’anno più debole delle attese che ha ridotto la visibilità sugli obiettivi del gruppo. Il contesto resta complesso per l’intero settore diagnostico, segnato da diversi profit warning nel primo trimestre. Secondo Equita, dopo un primo trimestre in calo del 3% e ipotizzando un secondo trimestre in crescita del 2-3%, in linea con le indicazioni del management, Diasorin dovrebbe registrare una crescita a doppia cifra bassa nella seconda metà dell’anno per raggiungere anche il margine inferiore della guidance. Il recupero dipenderà soprattutto dall’andamento della stagione respiratoria e dalla normalizzazione della domanda nell’immunodiagnostica, due variabili sulle quali la visibilità resta ancora limitata.

Guidance confermata, ma resta il nodo Medio Oriente

DiaSorin ha confermato la guidance per l’esercizio 2026 a cambi costanti 2025. Il gruppo prevede ricavi in crescita tra il 5% e il 6% e un margine Ebitda adjusted compreso tra il 32% e il 33%, a fronte di una stima media degli analisti pari al 32,2%. Le stime non includono però eventuali effetti negativi legati al protrarsi del conflitto in Medio Oriente, che potrebbe pesare sulle vendite nella regione. Restano fuori dalla guidance anche le possibili ricadute indirette sul piano logistico e distributivo, incluse le difficoltà verso l’area Asia-Pacifico, oltre a eventuali pressioni future su costi e supply chain legate al contesto geopolitico.