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Fincantieri a gonfie vele: prevede livelli pre-Covid nel 2021 e ritorno al dividendo dal 2022

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Fincantieri, il più importante gruppo navale d’Europa e uno dei primi al mondo, prende il largo a Piazza Affari con un outlook migliore del previsto. In una seduta intonata in deciso ribasso a Piazza Affari, il titolo si muove controcorrente segnando un rialzo di circa il 2% a 0,71 euro. La società di Trieste prevede un ritorno ai livelli di crescita pre-Covid già quest’anno, dopo aver subito un pesante impatto nel 2020 dalla pandemia da coronavirus, con una perdita di produzione del 20% rispetto a quanto programmato. Non solo. Fiducioso della performance futura, il gruppo guidato da Giuseppe Bono si aspetta un ritorno alla distribuzione di un dividendo a partire dal 2022.
Fincantieri prevede per il 2021, in assenza di evoluzioni negative derivanti dalla pandemia, di ritornare ai livelli di crescita ante Covid-19. “Di pari passo con i progressi attesi dal mondo scientifico in tema di cure e vaccinazioni, ci aspettiamo per l’anno in corso una crescita di oltre il 25%, garantita dall’elevato numero di ordini in portafoglio e un ritorno all’utile con il miglioramento della marginalità”, ha detto l’amministratore delegato Giuseppe Bono, in occasione della pubblicazione del bilancio 2020. In particolare, il gruppo stima ricavi in aumento del 25%-30% rispetto a quelli consuntivati nel 2020 (escluse le attività passanti), confermando le direttrici di crescita delineate prima della pandemia e un conseguente miglioramento della marginalità che si prevede attestarsi a valori prossimi al 7%. La crescita attesa, si legge nella nota, potrebbe consentire il ritorno a una politica di distribuzione dei dividendi sostenibile a partire dal 2022.

Il 2020 si è chiuso con ricavi pari a 5.879 milioni di euro, in lieve calo rispetto ai 5.849 milioni del 2019, con gli ordini acquisiti che sono quasi dimezzati a 4.526 milioni (8.692 milioni nel 2019). L’Ebitda è sceso da 320 a 314 milioni, scontando la mancata contribuzione di circa 80 milioni per la riduzione dei volumi di produzione e la perdita di produttività dovuta alla chiusura dei siti italiani, ma nel quarto trimestre si è attestato a 114 milioni, evidenziando un +40% rispetto al precedente trimestre. Il risultato d’esercizio di pertinenza del gruppo è negativo per 240 milioni contro la perdita di 141 milioni del 2019.

Il parere degli analisti

Gli analisti sono stati positivamente sorpresi dall’outlook. “L’outlook fornito dalla società è migliore delle nostre attese e assume una normalizzazione del business cruise (crociere), con 15 navi previste in consegna nel 2021 (vs 12 nel 2020) di cui otto relative alla divisione militare, mentre è atteso un ulteriore recupero di marginalità nella divisione offshore”, sottolineano oggi gli analisti di Equita che confermano sul titolo Fincantieri un rating Hold (tenere in portafoglio) con target price a 0,57 euro. Anche gli esperti di Banca Akros evidenziano come la guidance 2021 abbia superato le loro aspettative, con un impatto positivo sul titolo. Il loro giudizio è Neutral ma con un target price posizionato a quota 0,70 euro. La sorpresa per l’outlook ha invece spinto Banca Imi a rivedere il giudizio sul titolo Fincantieri (lo ha messo sotto revisione insieme al prezzo obiettivo): “Le indicazioni del gruppo implicano ricavi nella fascia di 6,5-6,8 miliardi e un Ebitda in un range di 450-470 milioni, ben al di sopra delle nostre stime e dei dati di consenso – calcolano nel report odierno – Ci aspettiamo maggiori dettagli e, soprattutto, una visione più approfondita dell’evoluzione futura del debito netto del gruppo, durante la teleconferenza di oggi. Tuttavia, in scia a linee guida migliori delle attese, abbiamo posto sotto revisione la nostra valutazione e target price”.

Arriva ordine da 1,35 mld dalla Marina Militare italiana

E intanto arriva anche l’annuncio di un nuovo contratto. Fincantieri ha fatto sapere oggi che firmerà in qualità di prime contractor con OCCAR (Organisation Conjointe de Cooperation en matiere d’Armement, l’Organizzazione internazionale di cooperazione per gli armamenti), il contratto per la costruzione di due sottomarini di nuova generazione con l’opzione per ulteriori due unità per la Marina Militare italiana. Il valore complessivo del contratto per i primi due battelli è di 1,35 miliardi di euro. Il progetto, spiega Fincantieri, è un’evoluzione del programma U212A, condotto in collaborazione con i tedeschi di Thyssenkrupp Marine Systems, che ha portato alla realizzazione di quattro sottomarini per l’Italia e di sei per la Germania.