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Fiducia consumatori Usa paga scotto crollo Wall Street. E nel 2019 sarà più dura (analisti)

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Brusco stop della fiducia dei consumatori statunitensi, scesa a dicembre a 128,1 punti, sui minimi da luglio e sotto le attese di consensus (133,5). I dati diffusi oggi dal Conference Board evidenziano soprattutto il deterioramento della componente relativa alle aspettative future, che ha evidenziato il calo maggiore dall’agosto 2011 scivolando a 99,1 dai 112,3 punti di novembre.

A pesare è stato sicuramente il deterioramento della situazione sui mercati finanziari con Wall Street che si avvia a chiudere il peggior mese di dicembre dalla Grande Depressione. Nonostante il rimbalzo di ieri gli indici di Wall Street segnano un calo del 10% circa a dicembre.

 

Tra una carenza di dati, dovuta anche allo shutdown che ha provocato il rinvio della maggior parte dei dati ufficiali, la misura del sentiment dei consumatori ha avuto più attenzione del solito. “L’aspettativa di consenso a 133,5 era piuttosto ottimista – precisa James Knightley, Chief International Economist di Ing – e comunque la discesa ai livelli osservati in estate (quando Wall Street segnava ancora un bilancio positivo) sottolinea il fatto che ci sono ancora dei elementi positivi per i consumatori in altre parti dell’economia”.

 

L’esperto di Ing sottolinea in particolare come il mercato del lavoro rimane molto caldo con la domanda di lavoratori che supera l’offerta. Inoltre i prezzi della benzina sono precipitati ancora più velocemente delle azioni – in calo di oltre 60 centesimi / gallone da ottobre – e questo significa che gli automobilisti adesso hanno più denaro nelle loro tasche.

 

Nel 2019 tanti venti contrari per l’economia Usa

Guardando al 2019, la componente delle aspettative spiega come il prossimo anno le cose saranno più difficili. “I venti contrari si intensificheranno per l’economia degli Stati Uniti nel 2019 – argomenta Knightley – vale a dire gli effetti ritardati dell’aumento dei tassi di interesse, il dollaro più forte, il dissolversi dello stimolo fiscale e l’indebolimento della domanda esterna in un momento di crescente protezionismo commerciale. Questi fattori peseranno sempre più sul sentiment nel 2019, il che probabilmente porterà a un rallentamento della crescita della spesa per consumi il prossimo anno”.