Notizie Notizie Mondo Fed in sordina, l’attenzione di Wall Street è tutta rivolta all’AI

Fed in sordina, l’attenzione di Wall Street è tutta rivolta all’AI

9 Ottobre 2025 12:54

Interessante, grazie per l’informazione, ma cos’ha detto Jensen Huang di Nvidia? Più o meno è stata questa la reazione dei mercati alle minute della Fed pubblicate ieri, un segnale che in questo periodo sono i grandi movimenti dell’industria dell’intelligenza artificiale a spostare il sentiment degli investitori piuttosto che le ermetiche costruzioni verbali provenienti dalla banca centrale americana.

Le discussioni sull’andamento dei tassi di interesse, così come la chiusura delle operazioni del settore pubblico negli Usa dovuta all’impasse politica a Washington sulla votazione del budget federale, sembrano poca cosa rispetto alla forza dei titoli legate ad aziende dell’AI, in grado di spostare mare e monti sui mercati e portando a rialzi record S&P 500 e Nasdaq.

Le parole del ceo di Nvidia di questi tempi sembrano avere più peso sui mercati di quelle del presidente della Federal Reserve Jerome Powell.

Minute Fed: la maggioranza dei membri prevede due ulteriori tagli dei tassi nel 2025

Dalle minute pubblicate ieri, relative all’incontro del 16-17 settembre, si legge che i membri del Fomc, il comitato responsabile della politica monetaria della Fed, si sono trovati d’accordo all’unanimità nell’operare il primo taglio ai tassi di interesse dallo scorso dicembre. Il tasso sui fed funds è stato portato nel range 4%-4,25%.

“Considerando l’outlook di politica monetaria, quasi tutti i partecipanti hanno notato che, con la riduzione del target range per i fed funds in questo incontro, il comitato si è ben posizionato per rispondere tempestivamente ai potenziali sviluppi economici”, si legge nelle minute.

“I partecipanti hanno espresso un ventaglio di vedute in merito a quanto la posizione attuale di politica monetaria sia restrittiva e al probabile percorso futuro”, prosegue il documento diffuso dalla Fed. “La maggioranza ha ritenuto che sarà probabilmente opportuno alleggerire ulteriormente il corso nel resto dell’anno”.

Le divergenze si sono viste casomai sulla quantità di ulteriori tagli da operare entro la fine del 2025.

Dal “dot plot”, pubblicato insieme alle decisioni del comitato il mese scorso, era emerso come tra i 19 membri del Fomc (di cui 12 votanti) ci fosse una varietà di vedute sul percorso dei tassi per il 2025 e nei prossimi anni. Una maggioranza di 10-9 sarebbe a favore di operare due ulteriori tagli di un quarto di punto percentuale nei prossimi meeting di quest’anno.

Tra i membri del Fomc prevalgono cautela e qualche preoccupazione sul mercato del lavoro

Nelle minute si legge che “alcuni partecipanti hanno notato che, stando a diversi parametri, le condizioni finanziarie suggeriscono come la politica monetaria possa non essere particolarmente restrittiva, cosa che hanno ritenuto dover indicare un approccio cauto nel considerare futuri cambi di corso”.

La cautela trova quindi ancora molto spazio nel Fomc. A destare preoccupazione tra i membri sono le condizioni del mercato del lavoro, che hanno visto indebolito.

I partecipanti “hanno ritenuto che i rischi di peggioramento nell’occupazione sono aumentati nel periodo trascorso dall’ultimo meeting e che i rischi di aumenti di inflazione sono o diminuiti o non aumentati”, si legge nei verbali.

Gli investitori restano indifferenti, guardano a Nvidia e alla “terra promessa” dell’AI

Tutto questo ha lasciato più o meno indifferenti gli investitori.

Le notizie che hanno davvero emozionato i mercati sono avvenuti nelle ultime settimane dal settore high-tech. Accordi miliardari tra il colosso dei microchip Nvidia con OpenAI, tra Nvidia ed xAI, tra AMD e OpenAI, solo per fare qualche esempio, continuano a gettare benzina sul fuoco dell’intelligenza artificiale, trainando una serie di investimenti senza precedenti, con il potenziale di creare una nuova rivoluzione industriale oppure lo scoppio di una bolla che trascinerà il mondo in un buco nero economico.

Il ceo di OpenAI Sam Altman ha detto spesso di prevedere che la sua società investirà “migliaia di miliardi di dollari” per costruire l’infrastruttura fisica necessaria a sostenere i più avanzati modelli di intelligenza artificiale. Si tratta di scommesse senza precedenti, soprattutto per una società come OpenAI che ancora non ha varcato la soglia della profittabilità.

Altman “ha il potere di distruggere l’economia globale per un decennio o di portarci tutti alla terra promessa”, sono le parole riportate da Bloomberg di Stacy Rasgon, un’analista di Bernstein Research.

Nvidia ha dalla sua parte una solidità finanziaria apparentemente inscalfibile, in quanto dominante nella produzione di microchip utilizzati per l’intelligenza artificiale, nonché l’azienda maggiormente valutata al mondo, con una capitalizzazione di 4.500 miliardi di dollari. L’ondata di investimenti e partecipazioni in cui è coinvolta è impressionante, ed è quindi comprensibile come l’azienda guidata da Wang controlli la narrativa del mercato più dei banchieri centrali, per ora.

Secondo dati raccolti da PitchBook Nvidia ha partecipato a 52 investimenti di venture capital con società del settore AI nel 2024, e ha già concluso altri 50 contratti alla fine di settembre di quest’anno.

Non sono tutti pronti a saltare felicemente sul carro dell’AI senza fare domande, tuttavia. La Banca d’Inghliterra per esempio ha messo in guardia sul fatto che le valutazioni dei titoli AI appaiono “al limite” e che i mercati dei capitali sarebbero particolarmente a rischio se le aspettative sull’impatto economico reale dell’AI diverranno meno ottimistiche.

Per ora Wall Street resta euforica, convinta che l’intelligenza artificiale manterrà la promessa e la Fed continuerà a tagliare i tassi.