Notizie Notizie Mondo Banche Centrali Fed: è già toto nomine per il successore di Powell. Spuntano i nomi di Bowmann, Jefferson e Logan

Fed: è già toto nomine per il successore di Powell. Spuntano i nomi di Bowmann, Jefferson e Logan

12 Agosto 2025 12:21

La ricerca per la nuova guida della Federal Reserve sembra essere già entrata nel vivo, in vista di un autunno caldo in cui il presidente americano Donald Trump potrebbe annunciare il nome del successore di Jerome Powell (il cui mandato scadrà nel maggio 2026). Secondo quanto riporta Bloomberg, citando fonti vicine alla Casa Bianca, gli ultimi nomi a circolare sono quelli di Michelle Bowman e Philip Jefferson, già membri del board della banca centrale americana, e quello di Lorie Logan, presidente della Fed di Dallas.

Del “reclutamento” si sta occupando il segretario al Tesoro Scott Bessent, che prenderà al vaglio anche altri candidati nelle prossime settimane, per poi sottoporre a Trump una “short-list” su cui decidere nei prossimi mesi.

Tra i nuovi nomi solo Bowman più vicina alle posizioni di Trump sui tassi di interesse

Non è un mistero che tra Trump e Powell non corra buon sangue. Da mesi il presidente americano critica aspramente la politica monetaria della Fed, da lui giudicata troppo prudente e responsabile di tarpare le ali all’economia, e indica in Powell il principale “colpevole”. La Fed ha lasciato i tassi di interesse invariati per cinque sessioni consecutive ad un range del 4,25%-4,50%. L’ultimo taglio di tassi è avvenuto a dicembre 2024, prima dell’inizio del mandato di Trump.

Il prossimo meeting del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, sarà il prossimo 16-17 settembre, ed è previsto allora il primo abbassamento di tassi dell’era Trump. Il comitato è composto dai sette governatori della Fed, dal presidente della Fed di New York e, a rotazione, da quattro degli 11 presidenti regionali.

Bowman è stata nominata da Trump nel board della Fed nel 2018 e durante l’ultima sessione di luglio è stata tra i membri dissenzienti che avrebbero preferito un taglio di tassi di un quarto di punto percentuale.

Jefferson è stato nominato da Joe Biden nel 2022, e gode di un sostegno bipartisan e sarebbe il primo presidente della Fed afroamericano. I suoi voti nel Fomc sono stati però in sintonia con la linea di Powell.

Logan è stata promossa al suo ruolo di vertice alla Fed di Dallas nel 2022, dopo aver lavorato per anni alla Fed di New York, e nei suoi commenti pubblici si è espressa a favore dell’attuale corso monetario della Fed, soprattutto per scongiurare il pericolo di un’inflazione derivante dall’effetto dazi.

Lo spazio decisionale di Trump potrebbe essere limitato se Powell non lascerà il board

Il mandato di Powell alla presidenza della Fed, ruolo a cui è stato elevato da Trump durante la sua prima presidenza nel 2017, scadrà a maggio dell’anno prossimo, ma quello come governatore all’interno del board ha un termine che si estende fino al 2028. Dato che il presidente della Fed deve essere necessariamente un membro del board, tradizionalmente i presidenti uscenti abbandonano anche il ruolo di governatore per dare maggior spazio di scelta al presidente degli Stati Uniti.

Ma questi non sono tempi tradizionali e non è inverosimile che Powell, dati anche i rapporti tesissimi con Trump, possa scegliere di mantenere il suo posto nel Fomc fino al 2028, prolungando così la sua influenza e dando a Trump uno spazio di manovra molto ristretto. Ad oggi Powell non ha mai detto cosa intenda fare dopo il prossimo maggio.

Per questo Trump sta agendo tatticamente, in una sorta di partita a scacchi. La scorsa settimana, dopo le recenti dimissioni della governatrice Adriana Kugler, Trump ha nominato Stephen Miran per rimpiazzarla ad interim fino alla fine di gennaio. Miran, che ha un dottorato in economia ad Harvard ed era il capo del Council of Economic Advisers della Casa Bianca, è in linea con il presidente americano nel desiderare una politica monetaria più espansiva.

Se Powell non deciderà di lasciare il board, proprio il ruolo ad interim di Miran sarà decisivo e se Trump vorrà inserire un nuovo nome esterno al direttivo potrà farlo solo passando da quella posizione che si libererà in gennaio, per poi promuoverlo a maggio. Uno spazio di manovra limitato quindi e una partita ancora tutta da giocare.

Ogni nomina di nuovi membri del board, così come quella di un nuovo presidente della Fed, deve passare attraverso una conferma al Senato.

Gli altri nomi presi in considerazione: Hasset, Warsh, Sumerlin, Waller, Bullard

Altri nomi che sono stati presi in considerazione sono quelli di Kevin Hasset, un consigliere economico molto vicino a Trump, il governatore della Fed Christopher Waller, l’economista Marc Sumerlin e due ex funzionari della Fed come Kevin Warsh e James Bullard.

Hasset avrebbe già discusso con Trump della possibilità di una sua candidatura all’incarico di vertice, mentre Warsh era già stato considerato da Trump per il ruolo nel 2017 ma gli era stato preferito Powell. Warsh era stato anche nella lista dei possibili segretari al Tesoro lo scorso novembre. 

Waller, anch’egli tra i membri dissenzienti nell’ultima seduta del Fomc, avrebbe fatto un’ottima impressione sul team di consiglieri di Trump, con i quali si è incontrato di recente. In particolare, secondo quanto riportato da Bloomberg News, sarebbero stati molto colpiti dalla sua disponibilità a prendere decisioni basandosi su previsioni piuttosto che su dati del momento, e dalla sua grande conoscenza dei meccanismi della Federal Reserve.