Febbre da Ipo a Wall Street, exploit del 250% per Figma. Ecco cosa fa e perché il boom potrebbe continuare
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E’ ufficialmente febbre da Ipo a Wall Street. Dopo i boom di Coreweave e Circle, ieri è stato il turno di Figma, società software che due anni fa doveva finire nelle mani di Adobe o ora si trova a valere quasi il triplo.
Ipo mania, anche Figma strega Wall Street
Figma ha chiuso il suo primo giorno di contrattazioni sopra i 117 dollari, segnando un tondo +250% considerando che il prezzo della sua offerta pubblica iniziale era di $ 33 per azione (Lunedì il range di prezzo era stato alzato da 25 a 28 dollari ad azione, passando da 30 a 32 dollari, per poi essere fissato a 33$). Secondo i dati raccolti da Bloomberg, Figma registra il più grande rialzo giornaliero in almeno tre decenni per una società quotata negli Stati Uniti.
Boom che sembra destinato a continuare visto che nell’after hour ha segnato un ulteriore +24%.
Si conferma quindi la nuova euforia sulle Ipo dopo il boom di Circle che a giugno ha debuttato a Wall Street segnando un +168% nel primo giorno di negoziazione e adesso viaggia in rialzo di oltre il 510% dalla sua apertura. CoreWeave, che invece aveva debuttato in sordina, è aumentata di oltre il 160% dal suo debutto a marzo.
Dalla mancata cessione ad Adobe al boom di ieri
Tornando a Figma, adesso è valorizzata 56 miliardi di dollari, quasi il triplo rispetto al prezzo a cui doveva passare ad Adobe due anni fa prima che l’accordo saltasse per il no arrivato dagli azionisti del produttore di Photoshop.
La società di software ha raccolto circa 1,2 miliardi di dollari vendendo 36,94 milioni di azioni, suddivise tra la vendita della società di 12,47 milioni di azioni e la vendita degli azionisti esistenti di 24,46 milioni di azioni.
I ricavi di Figma nel 2024 sono stati pari a 749 milioni di dollari nel 2024, in rialzo del 48%. Più di tre quarti delle aziende di Forbes 2000 utilizzano i prodotti del produttore di software di progettazione, secondo i documenti di offerta di Figma.
Le ambizioni di Figma: “Il nostro valore da misurare nei decenni”
L’azienda di software fondata e guidata da Dylan Field, ha grandi ambizioni e non le nasconde. Figma compete con Adobe e la startup australiana Canva per dominare l’uso dell’intelligenza artificiale negli strumenti creativi.
“In Figma abbiamo più idee che mai. Aspettatevi che facciamo grandi oscillazioni quando vediamo la possibilità di investire nella nostra piattaforma o di perseguire M&A su larga scala”, ha detto il co-fondatore di Figma Dylan Field in una lettera nel prospetto della società. “Ciò significa che a volte prenderemo decisioni che potrebbero non sembrare immediatamente razionali. E, mentre ci sforziamo sempre di esercitare il buon senso, a volte faremo le scelte sbagliate. Se decidi di investire in Figma, speriamo che adotterai una visione a lungo termine e rimarrai paziente: c’è così tanto da costruire e propenseremo verso la capitalizzazione a lungo termine (misurata in decenni) rispetto all’apprezzamento trimestrale del prezzo delle azioni”.