Notizie Notizie Italia Fca si scalda in Borsa: le ipotesi per il nuovo piano, da Jeep al polo Alfa-Maserati. Domani possibili spunti per nuovi massimi storici

Fca si scalda in Borsa: le ipotesi per il nuovo piano, da Jeep al polo Alfa-Maserati. Domani possibili spunti per nuovi massimi storici

Pubblicato 31 Maggio 2018 Aggiornato 31 Maggio 2018 22:22

Meno di 24 ore e si conosceranno i dettagli del nuovo piano industriale al 2022 di Fiat Chrysler Automobiles (Fca). Il business plan, l’ultimo firmato da Sergio Marchionne che rimarrà alla guida del gruppo fino ad aprile, verrà illustrato a Balocco dall’amministratore delegato che spiegherà le principali linee strategiche ed operative dei prossimi anni. E nell’attesa della presentazione, con l’evento che inizierà alle 10, sin da ieri sono iniziate a circolare le prime indiscrezioni sul futuro industriale del gruppo italo-statunitense: un futuro che sembra passare per lo sviluppo dei Suv Jeep e per Maserati, con un ridimensionamento delle auto di massa.

Ieri Piazza Affari ha accolto positivamente i primi rumors che sono arrivati sull’ultimo piano targato Sergio Marchionne, tanto che il titolo Fca ha chiuso la seduta infrasettimanale in forte rialzo (+4,01%), con un’accelerazione che è avvenuta nel pomeriggio. Anche oggi il titolo si posiziona tra i migliori del listino milanese grazie a un guadagno di quasi il l’1,8% a 19,35 euro (da inizio anno Fca ha guadagnato quasi il 30 per cento.

 

A snocciolare le prime anticipazioni è stata l’agenzia Bloomberg, secondo la quale oltre allo sviluppo dei Suv Jeep e di Maserati, Fca starebbe valutando di uscire da alcuni mercati, terminando le vendite di auto a brand Fiat in Nord America e Cina nei prossimi anni, e “confinando” Chrysler solo negli Stati Uniti. E ancora, come anticipato da Marchionne nei mesi scorsi, il gruppo si concentrerà soprattutto su Jeep, con l’obiettivo di raddoppiare i volumi entro il 2022. Tra le novità del piano 2022 c’è la questione del polo del lusso. “Fca punta sul progressivo disimpegno dalla produzione di massa a vantaggio di una concentrazione sul segmento premium trainato dai volumi di Jeep”, pone l’accento anche “Il Sole 24 Ore” in edicola oggi, rimarcando che la Borsa sembra scommettere sullo spin off, magari non immediato, del blocco Alfa Romeo e Maserati che sono destinati a finire in un’unica divisione. Il quotidiano precisa tuttavia che rimarrebbero due società distaccate ma verrebbero considerate insieme dal punto di vista dei report finanziari.

Anticipazioni attendibili“. Così gli analisti di Equita giudicano le indiscrezioni giunte ieri sul nuovo piano industriale di Fca. “Il focus su Jeep con l’obiettivo di raddoppiare i volumi entro il 2022 (ovvero da circa 1,4 milioni nel 2017 a circa 2,8 milioni nel 2022). La decisione di sviluppare il brand col maggior potenziale di espansione internazionale e capace di generare un effetto mix positivo è in linea con le attese – sottolineano da Equita -. La crescita dei volumi dipenderà però dall’andamento dei mercati sottostanti e dal successo dei nuovi modelli (da verificare nel tempo). Nel precedente business plan i volumi avrebbero dovuto raggiungere 2 milioni nel 2018”.

 

Per quanto riguarda il secondo aspetto, ossia l’uscita dal mercato Usa e cinese con le auto a marchio Fiat (e vendita delle auto a marchio Chrysler solo in Usa), gli esperti della sim lo definiscono “ragionevole in quanto i volumi generati da auto Fiat in questi due mercati valgono poco e richiedono enormi sforzi per aumentare la penetrazione a fronte di margini (mai comunicati) che immaginiamo bassissimi”. Un altro punto ruota attorno alla creazione di un’entità unica per Maserati-Alfa Romeo. Questa mossa porta a pensare alla creazione di un polo del lusso che in futuro possa essere portato avanti uno spin-off, uno scenario già ipotizzato in passato. “Riteniamo sia una mossa ragionevole, ma ipotizzabile solo quando Alfa tornerà redditizia (l’obiettivo di tornare a break-even nel quarto trimestre 2017 è stato mancato e non sono più stati forniti nuovi target), quindi solamente nel medio-lungo termine”.

 

Sul fronte M&A Equita si attende “la conferma dello spin-off di Magneti Marelli e probabilmente un deal per Comau. Ogni altro annuncio rappresenterebbe una sorpresa”. Tra gli spunti possibili Equita, che conferma la raccomandazione Hold su Fca, indica anche riorganizzazione della capacità produttiva, strategia in EV, driverless e ibride, capex, priorità nell’utilizzo del cash, rilancio Alfa, e potenziale impatto dazi.

 

Spunti per rompere massimo storico?

(Analisi tecnica a cura di Michele Fanigliulo)

Da un punto di vista tecnico FCA ha mantenuto nelle ultime settimane maggior forza relativa rispetto all’indice Ftse Mib, mantenendosi infatti in prossimità dei massimi storici. In particolare il titolo dopo una lieve correzione a 18 euro e tentativo fallito di bucare tale livello di supporto, ha avviato il rimbalzo in attesa del piano industriale di Fca, che sarà pubblicato domani. Inutile dire che il catalizzatore sarà proprio questo con gli operatori in attese di apprendere le news del numero uno del gruppo italo-americano Sergio Marchionne. Proprio domani dunque potrebbe esserci lo spunto per rompere il massimo storico, poco sopra i 20 euro, e proseguire nella corsa con target 21 euro e 22 euro. Al ribasso invece un primo segnale di debolezza lo avremmo alla rottura dei 18 euro e della trend line rialzista di lungo periodo, descritta dai minimi di settembre 2016 e agosto 2017. In tal caso i corsi tornerebbero sul supporto a 15,86 euro dove risiede anche il ritracciamento di Fibonacci del 38,2%.

 

(News aggiornata alle 12.50)