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ETF su settori energy e mining in gran forma, crisi nera per il clean energy

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Il primo scorcio di maggio ha visto Wall Street segnare una correzione in coincidenza con l’uscita dell’inflazione Usa, balzata ad aprile più del previsto a +4,2% annuo e alimentando i timori di un anticipato ritiro parziale dello stimolo monetario da parte della Federal Reserve. E’ invece continuata l’ascesa convinta delle principali commodity con petrolio Brent arrivato in area 70 dollari. Così nell’ultimo mese a primeggiare sull’ETFPlus di Borsa Italiana (dati aggiornati al 18/05/2021) spicca il +8,36% dell’L&G Gold Mining Ucits ETF, seguito dall’Xtrackers MSCI Brazil con +8,27% e dal Lyxor Msci World Energy (+8,08%); quest’ultimo, forte della prepotente ascesa delle quotazioni del petrolio, risulta anche il migliore a sei mesi con oltre +37 per cento, davanti al Lyxor Euro Stoxx Daily Leveraged.

Tra i peggiori ETF dell’ultimo mese si segnala l’iShares Global Clean Energy (-9,48%) che continua pertanto il suo momento negativo dopo i rialzi record del 2020. A sei mesi i peggiori sono sempre gli short leva 2 con l’L&G Dax Daily 2X Short che segna oltre -30% così come il Lyxor Euro Stoxx 50 Daily -2x Inverse.

Tra i prodotti più scambiati per numero di pezzi figurano ancora una volta quelli legati a Piazza Affari: 1,99 mln di pezzi per il Lyxor Ftse Mib 2X Inv XBear, mentre l’iShares Global Clean Energy segna volumi per 1,12 milioni pezzi. Tra i più scambiati per controvalore primeggia il Lyxor Ftse Mib ETF con 11,2 milioni, davanti all’iShares Global Clean Energy con 10,3 mln.