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ETF: a febbraio sboom dell’iShares Global Clean Energy, tra i settori scatto di banche e oil

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Febbraio ha visto una consistente fiammata dei prezzi del petrolio complice lo stop produttivo in Texas e le attese di una ripresa della domanda globale con l’attenuarsi progressivo delle restrizioni. Rialzo del petrolio che ha fatto bene ai titoli oil con il Lyxor ETF MSCI World Energy che segna nell’ultimo mese +16,5%, preceduto solo dall’Amunfi ETF Msci Europe Banks (+17%). Anche il settore bancario trova giovamento dalle attese di ripresa economica e dal rialzo dei rendimenti. In terza piazza il Lyxor Ftse Mib 2X Lev che beneficia della sovraperformance di Piazza Affari sull’onda dell’effetto Draghi. Allargando lo sguardo agli ultimi sei mesi, a primeggiare è sempre l’iShares Global Clean Energy con+56%, seguito dall’L&G Russell 2000 small cap quality e da tre replicanti sulla Corea con rialzi a cavallo del 40 per cento.

Tra i peggiori ETF dell’ultimo mese si segnala l’iShares Global Clean Energy (-17,4%) complice il forte ritracciamento delle ultime sedute. Anche il saldo da inizio ano è virato in rosso a oltre -8%. Male anche gli short a leva 2 su Piazza Affari che pagano l’intonazione fortemente rialzista di Piazza Affari a febbraio. A sei mesi i peggiori sono sempre gli short leva 2 con il Lyxor Ftse Mib Daily 2X Inv Xbear che segna oltre -31%, precedendo l’Xtrackers S&P 500 2X inverse Swap che segna -30% .

Tra i prodotti più scambiati per numero di pezzi figurano ancora una volta quelli legati a Piazza Affari: quasi 2,2 mln di pezzi per il Lyxor Ftse Mib 2X Inv XBear, mentre l’iShares Global Clean Energy segna volumi per 1,5 mln di pezzi. Tra i più scambiati per controvalore primeggia l’iShares Global Clean Energy con 24,7 mln, seguito dal X-Trackers Global Inflation Linked con 14,5 mln.