Eni spinge sull’esplorazione: nuova scoperta gas in Indonesia. Utili in calo nelle stime per il trimestre
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Non si ferma l’attività esplorativa di Eni che oggi ha annunciato una nuova importante scoperta a gas effettuata dal pozzo esplorativo Geliga-1, nel bacino del Kutei, nell’offshore indonesiano.
In parallelo, il gruppo guidato da Claudio Descalzi che venerdì 24 aprile pubblicherà i conti del primo trimestre, ha chiuso un accordo con Saipem per la nuova bioraffineria di Priolo.
La scoperta
Nel bel mezzo delle tensioni geopolitiche, Eni continua a spingere sull’acceleratore e ha annunciato una nuova importante scoperta a gas effettuata dal pozzo esplorativo Geliga-1, nel bacino del Kutei. Le stime preliminari indicano volumi in posto pari a circa 140 miliardi di metri cubi di gas (5 Tcf) e 300 milioni di barili di condensati. Il pozzo Geliga-1 e stato perforato fino a una profondita totale di circa 5.100 metri in circa 2.000 metri di profondita d’acqua. La scoperta Geliga-1 si inserisce nell’eccellente track record esplorativo di Eni nel Bacino del Kutei e fa seguito all’importante scoperta di Geng North, avvenuta alla fine del 2023 a soli 20 km a sud di Geliga, nonche alla più recente scoperta del pozzo Konta-1, annunciata nel dicembre 2025.
Questi risultati confermano il significativo potenziale del giacimento di gas del bacino e la scalabilità delle risorse nell’area.
Geliga e Gula
La nuova scoperta e adiacente alla scoperta a gas di Gula (circa 56 miliardi di metri cubi di gas in posto con 75 milioni di barili di condensati), non ancora sviluppata. Le valutazioni iniziali indicano che le risorse combinate di Geliga e Gula hanno il potenziale per produrre 28 milioni di metri cubi al giorno (1bscf/d) aggiuntivi di gas e 80.000 bpd di condensati, aprendo tra l’altro la possibilità di realizzare, in modalità fast-track, un terzo hub produttivo nel prolifico Bacino del Kutei, replicando il modello di sviluppo del progetto North Hub in corso. Sono inoltre in corso studi per valutare un’ulteriore estensione di Bontang attraverso la riattivazione di capacità di liquefazione aggiuntiva rispetto a quanto già previsto per il progetto North Hub, prolungando ulteriormente l’operatività dell’impianto.
Le ultime scoperte
Negli ultimi sei mesi, Eni ha perforato con successo altri quattro pozzi esplorativi nello stesso bacino. La campagna esplorativa proseguirà con un ulteriore pozzo previsto nel 2026 e due pozzi nel 2027. Eni è presente in Indonesia dal 2001 e ferma attualmente un portafoglio upstream diversificato nelle attività di esplorazione, sviluppo e produzione. La produzione netta e di circa 90.000 barili di olio equivalente al giorno, principalmente dai giacimenti di Jangkrik e Merakes nell’offshore del Kalimantan Orientale.
Saipem e Priolo
In parallelo ieri Saipem ha firmato con Eni Industrial Evolution il contratto principale per la realizzazione della nuova bioraffineria di Priolo, in Sicilia, progetto annunciato il 3 febbraio scorso da Eni e Q8 Italia. Il contratto, il cui valore al suo completamento ammonta a circa 700 milioni di euro, prevede come termine dei lavori la fine del 2028 e comprende le attività di Engineering, Procurement and Construction. Il contratto, che rafforza la collaborazione avviata tra Eni e Saipem per lo sviluppo della bioraffinazione in Italia con l’accordo firmato nel 2023 e successivamente esteso nel 2025, riguarda le attività di ingegneria di dettaglio, approvvigionamento dei materiali e costruzione delle unità principali della nuova bioraffineria di Priolo. Il nuovo impianto avrà una capacità di 500 mila tonnellate/anno con un’ampia flessibilità operativa per la produzione di SAF-biojet e HVO-diesel.
Aspettando i conti
In vista dei conti del primo trimestre, e a seguito dei recenti aggiornamenti di trading nel settore energetico, Barclays ha rivisto e aggiornato le stime per Eni con una riduzione dell’utile netto adjusted di circa il 15% a 1,4 miliardi di euro.
Nel dettaglio, per quanto riguarda l’E&P (Esplorazione e Produzione) Barclays riduce leggermente la stima dell’Ebit del 5% a 2,4 miliardi riflettendo l’effetto ritardo dei prezzi del petrolio osservato anche tra i concorrenti. In calo anche la previsione sulla raffinazione: riduciamo la stima dell’ebit di oltre il 50% a circa 70 milioni di euro, poiché prevediamo che le attività di manutenzione nel trimestre — principalmente a Milazzo e Sannazzaro, secondo Wood Mackenzie — possano limitare la capacità di Eni di beneficiare pienamente dell’aumento dei margini di raffinazione. Bene la chimica: aumentiamo la stima dell’ebit a circa 155 milioni di euro, grazie a una ripresa più rapida del previsto nel segmento.
Nel complesso: l’ebit di gruppo per il 1Q26 viene ridotto del 10% a 2,7 miliardi di euro, l’ebit pro forma dell’8% a 3,9 miliardi di euro e l’utile netto adjusted del 16% a 1,4 miliardi.
Secondo il consenso raccolto dalla stessa Eni presso 22 analisti, il mercato si aspetta un utile netto adjusted di circa 1,29 miliardi euro, in calo rispetto agli 1,58 miliardi dello stesso periodo 2025, con ricavi stimati a 22,79 miliardi (vs 23,37 miliardi a/a) e EBIT adjusted previsto intorno a 3,71 miliardi, sotto i 4,06 miliardi del primo trimestre precedente