Notizie Notizie Italia Eni sopra 20 euro, tutte le leve (non solo oil e gas) di un titolo “rifugio” in crescita

Eni sopra 20 euro, tutte le leve (non solo oil e gas) di un titolo “rifugio” in crescita

9 Marzo 2026 09:37

Forti rialzi in casa Eni, il titolo ha aperto la prima seduta della settimana in positivo per quasi 1 punto percentuale (oltre i 20 euro) in una Piazza Affari in forte calo (-2,66%) a seguito del nuovo balzo del prezzo del petrolio e del gas. Siamo ormai a ridosso dei 120 dollari e gli analisti puntano sul gruppo come titolo “rifugio”. Da inizio anno il titolo ha guadagnato il 27%.

Le leve finanziarie

L’aumento dei prezzi energetici (previsioni di rincari fino al 50% per gas e petrolio) sostiene i profitti del gruppo che ha anche annunciato un aumento del piano di riacquisto di azioni a 1,8 miliardi di euro, oltre a un dividendo annuo di 1,05 euro per azione per il 2025. Va ricordato inoltre che proprio con la presentazione dei conti 2025 l’ad Claudio Descalzi ha annunciato il ritorno al trading di petrolio e gas per sfruttare l’alta volatilità. Tutti fattori che stanno supportando il titolo arrivato a sfondare il tetto dei 20 euro.

Le leve commerciali

Due notizie hanno poi sostenuto i corsi azionari. La prima riguarda l’accordo tra Eni e il Governo nigeriano sulla conversione della licenza OPL  245, che chiude le controversie legali e consente la trasformazione della concessione in due licenze di sviluppo (PML 102 e 103) e due di esplorazione (PPL 2011 e 2012). L’intesa apre la strada allo sviluppo del progetto Zabazaba-Etan, basato su riserve stimate di 500 milioni di bbl, La notizia è positiva perché sblocca uno dei principali progetti deep offshore del Paese e rafforza la presenza upstream di Eni in Nigeria, dove il gruppo produce 55 kboed e detiene una quota del 10,4% in Nigeria LNG. “Nel complesso, l’accordo migliora la visibilità sulla pipeline di sviluppo nel medio termine e conferma la strategia di valorizzazione delle risorse offshore attraverso progetti fast-track”, spiega Equita.

La seconda notizia riguarda le indiscrezioni secondo cui  il colosso energetico sta lavorando a un potenziale spin-off di Plenitude dal suo bilancio. Plenitude genera energia rinnovabile e distribuisce gas e l’elettricità e una della possibilità allo studi riguarda quello di diminuire il suo ruolo. Un’altra via sarebbe che l’Eni riducesse la sua partecipazione azionaria al di sotto del 50%, con i fondi Eip e Ares che aumentano la loro quota azionaria al di sopra della loro attuale 30%

Il Venezuela

Secondo Barclays, il Venezuela potrebbe offrire un certo potenziale di crescita: Eni vede un potenziale di crescita multilivello in Venezuela, abilitato dalla recente Licenza Generale 50 statunitense, che ora consente all’azienda di recuperare i pagamenti arretrati per il gas in greggio, sbloccando il valore bloccato per quasi un anno. Oltre a questo vantaggio immediato, Eni detiene asset petroliferi di alta qualità, tra cui posizioni nella Fascia dell’Orinoco e nel giacimento offshore di Corocoro, che potrebbero supportare nuovi progetti di sviluppo e contribuire a recuperare circa 3 miliardi di euro di crediti storici in essere. Il management ha inoltre evidenziato un’importante opportunità di gas, con circa 20 TCF scoperti a Perla, in posizione ideale per soddisfare sia la domanda interna venezuelana sia i potenziali flussi di esportazione verso l’Europa, in linea con le priorità strategiche occidentali.

La spinta sugli utili

Gli analisti di Banca Akros calcolano che per Eni una variazione di un dollaro al barile del prezzo del petrolio si traduca in 140 milioni di utile netto adjusted. Dai 70 dollari circa pre guerra oggi il Wti è volato a 107,19 dollari in rialzo del 18% e il Brent  ha toccato un massimo a 119,48 dollari. L’utile netto rettificato del quarto trimestre, pari a 1,2 miliardi di euro, ha superato del 25% il consensus aziendale e di oltre il 40% le nostre previsioni, trainato principalmente da un’aliquota fiscale inferiore e da un contributo E&P più forte del previsto grazie alla maggiore produzione. La leva finanziaria pro-forma si attestava al 14% alla fine del quarto trimestre, al di sotto della guidance per l’anno fiscale 2025 del 15-18%, tenendo conto delle transazioni di portafoglio concordate ma non completate. I dettagli nella nostra nota “Quarto trimestre di alta qualità” sottolinea il trend positivo.

In attesa del piano

Akros vede ancora un potenziale di crescita nel titolo nonostante abbia registrato una delle performance più brillanti nel 2025 e nel 2026. “Il successo esplorativo rimane un vantaggio fondamentale, con 900 milioni di boe aggiunti nel 2025 e un RRR organico del 167% a supporto della futura produzione e di molteplici FID a breve termine”. Il piano del 19 marzo rappresenta un potenziale punto di svolta, con la pubblicazione della guidance per il 2026 e il lungo termine. Al momento il titolo ha 8 buy, 17 hold e solo 3 sell