News Notizie Italia Eni, si fa più difficile l’intesa con Gazprom

Eni, si fa più difficile l’intesa con Gazprom

Pubblicato 4 Ottobre 2006 Aggiornato 19 Luglio 2022 13:13
Nuovo rinvio per un accordo che sembra farsi sempre più complicato. A dieci giorni dalla data preannunciata del 15 ottobre, rischia di saltare ancora una volta la firma dell'intesa tra Eni e Gazprom sulla rinegoziazione delle forniture di gas. Ma non solo. Come anticipato dagli stessi vertici Eni, si tratta "sull'intera catena produttiva, dall'estrazione alla commercializzazione di petrolio, gas, elettricità e Gnl, il gas liquefatto". La notizia dell'ennesimo slittamento dei nagoziati, rimbalzata come un fulmine a ciel sereno nel tardo pomeriggio di ieri, non viene commentata dall'Eni dove, anzi, la squadra dell'amministratore delegato Paolo Scaroni sottolinea come quella del 15 ottobre "è una data puramente indicativa". Ma da Mosca fonti vicine alla trattativa, secondo le quali "le chances di raggiungere un accordo per ora non sono molto alte", dicono che le motivazioni sarebbero comunque da imputare alla richiesta, fatta proprio dal gruppo di lavoro dell'Eni, di ottenere precise garanzie di effettiva reciprocità nell'ambito degli scambi che dovranno essere definiti nell'intesa. Di certo il mutamento degli scenari che ha accompagnato il lungo e a quanto pare laborioso negoziato, non induce all'ottimismo. Sulla chiusura dell'accordo pesa anche la nuova tendenza che sta caratterizzando le scelte energetiche di Mosca, culminate proprio di recente con l'annullamento della licenza concessa alla Shell per lo sviluppo del progetto Sakhalin-2 da 20 miliardi di dollari.