Notizie Dati Bilancio Italia Eni rivede al rialzo la generazione di cassa e studia l’ampliamento del buyback

Eni rivede al rialzo la generazione di cassa e studia l’ampliamento del buyback

25 Luglio 2025 09:03

In uno scenario sfidante, Eni archivia il semestre con risultati definiti “eccellenti” dall’ad Claudio Descalzi che forte di un leverage proforma ai minimi storici aumenta il dividendo e rivede al rialzo le stime di generazione di cassa. La frenata di alcune voci di bilancio non preoccupa essendo sopra le stime e determinata dal calo del Brent (-20%) e dall’euro forte (+5%). I fattori esogeni sono infatti compensati dalla strategia del gruppo e dai progressi generati dal modello satellitare. In conference call l’ad ha aperto alla possibilità di allargare il piano di buyback e si è detto molto ottimista sul secondo semestre e sul 2026. Il titolo ha così invertito la rotta è a metà pomeriggio guadagna oltre 1 punto percentuale.

Il bilancio in pillole

Il Cane a sei zampe ha chiuso il primo semestre 2025 con un ebit proforma adjusted di 6,36 miliardi, in calo del 23% rispetto allo stesso periodo del 2024, risentendo del calo del prezzo del Brent e dell’apprezzamento dell’euro sul dollaro. L’utile netto adjusted di competenza degli azionisti si è fermato a 2,55 miliardi di euro (-18%) e l’utile netto del gruppo a 1,715 miliardi (-8%).
Il Cffo, il flusso di cassa operativo, ha superato 6 miliardi e, seppure in calo del 21%, ha coperto gli investimenti per 3,9 miliardi e generato un free cash flow organico per 2,3 miliardi. “La costante attenzione con la quale Eni continua ad attuare la propria strategia ha determinato gli eccellenti risultati del secondo trimestre. Nonostante uno scenario di mercato sfidante, il modello di business Eni conferma robustezza e flessibilità”, ha detto Descalzi aggiungendo che “la rigorosa disciplina finanziaria, un portafoglio sempre più solido e il contenuto prezzo di pareggio dei progetti sostengono il modello assicurando una strategia di crescita autofinanziata. Al tempo stesso, continuiamo a generare valore per gli azionisti, con la più forte struttura patrimoniale mai registrata”.

I satelliti rendono

La strategia satellitare continua a generare frutti importanti. I satelliti Eni valgono oggi oltre 32 miliardi e nel primo semestre le mosse chiave hanno riguardato l’ investimento del fondo Ares nel 20% di Plenitude, per un valore d’impresa implicito di 12 miliardi; la firma di un accordo di esclusiva con Gip per costituire una jv per il business Eni della CCUS (cattura della Co2); la jv con Petronas per la costituzione di un operatore di rilevanza mondiale che valorizzerà le attività a gas dei due partner in Indonesia e Malesia. Inoltre, il gruppo è in attesa della decisione finale di investimento del progetto Argentina Lng che “rappresenta un passo significativo nell’espansione del nostro business del Gnl. E – aggiunge Descalzi – abbiamo identificato ulteriori iniziative di cassa che nel complesso ci consentiranno di generare circa 3 mld di contributo alla nostra posizione finanziaria”.

Nel secondo trimestre il business Enilive ha registrato un utile operativo proforma adjusted di 129 milioni, sostanzialmente in linea, così come l’Ebitda proforma adjusted che si è attestata a 209 milioni. Plenitude ha invece conseguito un utile operativo proforma adjusted di 133 milioni in riduzione dell’11% rispetto allo stesso periodo di confronto. Il business ha poi conseguito un Ebitda proforma adjusted pari a 256 milioni in calo del 3% rispetto al secondo trimestre del 2024.

I business

Guardando all’andamento dei business, nel settore dell’esplorazione e della produzione (E&P), la produzione di idrocarburi si è attestata sugli 1,67 milioni di barili al giorno nel secondo trimestre (1,66 milioni nel primo semestre 2025), in calo del 3% rispetto allo stesso periodo del 2024. L’utile operativo adjusted dell’E&P nel secondo trimestre ha registrato una contrazione del 33%, a 2,4 miliardi (-18% nei sei mesi a 5,7 miliardi). Quanto alla performance del business Ggp, l’utile operativo proforma adjusted è stato pari a 321 milioni con una lieve riduzione rispetto al 2024 (-4%), grazie alla continua valorizzazione dal portafoglio gas, nonché ai benefici connessi alle rinegoziazioni e accordi commerciali.

Outlook 2025

Nonostante l’effetto negativo dell’indebolimento sia dei prezzi delle materie prime sia del dollaro, il gruppo rivede al rialzo le aspettative di generazione di cassa per il 2025 e conferma gli impegni di remunerazione degli azionisti. Il  flusso di cassa operativo adjusted è atteso in aumento a circa 11,5 miliardi; le iniziative di cassa e le altre misure organiche possono generare fino a 3 miliardo di liquidità, in aumento rispetto alla previsione iniziale di 2 miliardo; la proiezione ad anno intero dell’ebit proforma adjusted di Ggp è in aumento a circa 1 miliardo. Il gruppo ha ritoccato gli investimenti lordi 8,5 miliardi e stima una produzione di petrolio e gas a 1,7 mln di boe/giorno, in linea con le assunzioni iniziali.
La capacità rinnovabile installata prevista a fine anno arriva ad oltre 5,5 GW; la capacità di bio-raffinazione a 1,65 MTPA, alla quale si aggiunge 1 MTPA in costruzione.

La remunerazione

Alla luce dei conti complessivi la società ha confermato i ritorni previsti per gli azionisti nel 2025, con un aumento del dividendo del 5% a 1,05 euro per azione e l’esecuzione di un programma di riacquisto azioni da almeno 1,5 miliardi. La messa in pagamento della prima tranche del dividendo 2025 pari a 0,26 euro per azione è prevista il 24 settembre 2025 (record date 23 settembre).