Eni lancia la sfida a Gazprom in Algeria
La guerra tra Eni e Gazprom sembra non avere mai fine. Alle mire portoghesi della società russa, Paolo Scaroni, amministratore delegato del Cane a sei zampe, ha risposto con una nuova campagna in Algeria. Il gruppo italiano è pronto, infatti, ad investire 1,2 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni tra petrolio, gas ed energie rinnovabili. Eni non guarda solo all'Africa, ma sta studiando un possibile accordo con la compagnia nazionale, Sonatrach per uno swap di riserve, vale a dire uno scambio di licenze operative e concessioni esplorative, qualcosa che somiglia molto a quello che Eni ha in testa di fare in Russia con Gazprom e che ricalca altri accordi conclusi con Statoil, British Gas e Shell. Una nuova tranche di investimenti che farebbe salire a quattro miliardi di dollari l'impegno del Cane a sei zampe in Algeria e che al tempo stesso fa sperare in una soluzione positiva della rinegoziazione dei contratti Psa (Production sharing agreement, accordi di condivisione di produzione) in corso tra Sonatrach ed Eni.