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ENI e banche zavorrano Piazza Affari, nuovo tonfo del 6% per FCA

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Piazza Affari in forte calo a fine ottava. Il Ftse Mib ha ceduto il 3,15% a 16.822 punti con un’accelerazione al ribasso nella seconda parte di giornata con l’emergere di dati negativi sul fronte contagi, in particolare in Spagna, la positività a Covid-19 del primo ministro britannico Boris Johnson e l’avvio in forte calo di Wall Street dopo il rimbalzo delle ultime sedute.
Il presidente Usa Donald Trump ha mostrato un atteggiamento molto più apprensivo sul fronte Covid-19 invitando GM e Ford a produrre ventilatori polmonari il prima possibile. Il presidente USA ha dichiarato in un tweet di aver parlato con il suo omologo cinese Xi Jinping “in grande dettaglio” della pandemia di COVID-19, che finora ha ucciso oltre 24.000 persone in tutto il mondo.

Banche sotto pressione

A Piazza Affari giornata molto difficile per il comparto bancario: Unicredit ha ceduto il 5,33% a 7,87 euro; Mediobanca -6,14%, Bper -6,44%, Banco BPM -4,88% e Intesa Sanpaolo quasi -4%. Sul mercato si guarda alle possibili ripercussioni della crisi Covid-19, che intaccherà non poco sulle banche costringendo alcune allo stop del dividendo. In Europa Banco Santander è stata la prima a fare un passo indietro annunciando che avrebbe spostato al 2021 il pagamento intermedio della cedola previsto per novembre e andrà a rivedere il suo dividendo per l’intero anno 2020. L’ultima a muoversi è stata CaixaBank che ha dimezzato l’entità della cedola a causa delle ripercussioni del Covid-19.

Profondo rosso anche per i titoli del risparmio gestito con -6,65% per Azimut e -6,45% Finecobank.
FCA buca sul finale, ENI giù insieme al petrolio
Tra gli industriali calo del 5,99% a 6,478 euro per FCA che ha chiuso sui minimi di seduta. Il Lingotto ha fatto sapere che la riapertura degli impianti negli Stati Uniti e in Canada, nonché le operazioni della sede centrale, verrà posticipata almeno fino al 14 aprile.. Tra gli energetici tonfo del 5,67% per ENI che paga il nuovo passo indietro del petrolio.
Peggior titolo di giornata è stato Buzzi con -8,72%. A pesare il downgrade di Equita SIM ad HOLD dopo la call della società che ha confermato le incertezze legate all’evoluzione del business nelle aree più colpite da Covid-19. Il management, pur non fornendo una guidance sul 2020, ha indicato che l’attuale contesto potrà portare ad un significativo calo della profittabilità. Inoltre dalla call è emerso che dividendo e buy-back (max 7mn di titoli) sono confermati grazie alla solida struttura finanziaria e che solo un impianto è rimasto aperto in Italia ma la domanda nelle ultime settimane si è sostanzialmente azzerata.
Tra le poche note liete di giornata c’è Hera (+2,55%).