Enel si mette sulle spalle il Ftse Mib, balzo del 2% con mercato che guarda a saldo dividendo e strategia ESG
Chiusura tonica a oltre+2% per Enel a quota 8,426 euro, dando slancio a tutto il Ftse Mib alla luce del suo status di titolo di maggior peso dell'indice milanese. Per il titolo Enel non lontani i massimi storici del 19 febbraio scorso in area 8,61 euro. Lunedì 20 luglio Enel distribuirà il saldo cedola di 0,168 euro.
Intanto Infranews ha riferito che Enel potrebbe aver deciso di non vendere i suoi asset in Romania. L'articolo riporta che ai primi di giugno un consorzio composto da Macquarie, GIC e British Columbia Investment Management Corporation era vicino a firmare un accordo per acquistare la quota maggioranza che Enel detiene in tre società di distribuzione di energia elettrica e in una società di fornitura di energia elettrica in Romania, nonché alcuni beni rinnovabili. Ma i negoziati si sarebbero stoppati a metà giugno. Focus anche sulle mosse legate alla sostenibilità. Il gruppo guidato da Francesco Starace ha promosso un programma di selezione e supporto solo per i fornitori che rispettano criteri di sostenibilità, dando così un’ulteriore spinta allo sviluppo ESG dell’azienda. In particolare i fornitori Enel dovranno certificare e mantenere criteri ESG per poter accedere alla lista di provider per il gruppo ed in cambio riceveranno da Enel supporto nel percorso di crescita con formazione manageriale e tecnica, un miglior accesso al credito (come partner certificati da Enel) oltre alla possibilità di allargare le forniture ad altri comparti di gruppo. Il programma è rivolto alle PMI con fatturato fino a 250 mln. “Interessante iniziativa che riteniamo possa ulteriormente rafforzare il ranking ESG di gruppo e quindi favorire il gruppo nelle riallocazioni di capitali e fondi specializzati ESG ormai costantemente in atto (Enel ricordava recentemente un tasso di crescita dell 1-2% annuo ed un peso complessivo intorno all`11% nel capitale)” dicono da Equita.
Intanto Infranews ha riferito che Enel potrebbe aver deciso di non vendere i suoi asset in Romania. L'articolo riporta che ai primi di giugno un consorzio composto da Macquarie, GIC e British Columbia Investment Management Corporation era vicino a firmare un accordo per acquistare la quota maggioranza che Enel detiene in tre società di distribuzione di energia elettrica e in una società di fornitura di energia elettrica in Romania, nonché alcuni beni rinnovabili. Ma i negoziati si sarebbero stoppati a metà giugno. Focus anche sulle mosse legate alla sostenibilità. Il gruppo guidato da Francesco Starace ha promosso un programma di selezione e supporto solo per i fornitori che rispettano criteri di sostenibilità, dando così un’ulteriore spinta allo sviluppo ESG dell’azienda. In particolare i fornitori Enel dovranno certificare e mantenere criteri ESG per poter accedere alla lista di provider per il gruppo ed in cambio riceveranno da Enel supporto nel percorso di crescita con formazione manageriale e tecnica, un miglior accesso al credito (come partner certificati da Enel) oltre alla possibilità di allargare le forniture ad altri comparti di gruppo. Il programma è rivolto alle PMI con fatturato fino a 250 mln. “Interessante iniziativa che riteniamo possa ulteriormente rafforzare il ranking ESG di gruppo e quindi favorire il gruppo nelle riallocazioni di capitali e fondi specializzati ESG ormai costantemente in atto (Enel ricordava recentemente un tasso di crescita dell 1-2% annuo ed un peso complessivo intorno all`11% nel capitale)” dicono da Equita.