Enel, Spagna e Latam sostengono i conti nei 9 mesi. Sui margini in Italia pesa l’idro
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Il business estero e in particolare Spagna e Latino America sostengono i conti di Enel nei 9 mesi nonostante una riduzione dei margini in Italia, sia nel retail per i minori prezzi medi applicati ai clienti che nella generazione, prevalentemente per la minore disponibilità della risorsa idrica. Salgono dunque utili, margini e ricavi. Ma anche il debito (+3%).
La società ha annunciato per febbraio 2026 il nuovo piano strategico.
I numeri
Il cda di Enel ha approvato il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2025 con un risultato netto ordinario del gruppo nei nove mesi a 5,703 miliardi, da 5,455 miliardi nei nove mesi del 2024 (+4,5%). L’ebitda ordinario è di 17,26 miliiardi di euro (+0,9%) nonostante una riduzione dei margini in Italia.
I ricavi sono saliti a 59,7 miliardi di euro (+3,6%) rispetto all’analogo periodo del 2024 grazie all’aumento dei ricavi nella Generazione Termoelettrica e Trading per la vendita di commodity sul mercato wholesale in un contesto di mercato con prezzi medi crescenti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tali effetti positivi hanno più che compensato la diminuzione dei ricavi di Enel Grids, per gli effetti delle variazioni di perimetro nei due periodi a confronto connesse principalmente alla cessione delle attività di distribuzione in Perù; in Enel Green Power, prevalentemente in Cile per le minori quantità di energia prodotte, negli Stati Uniti per i minori proventi da accordi di tax partnership e in Perù per la cessione delle attività di generazione; nei Mercati Finali, dove l’impatto negativo derivante dai minori prezzi medi applicati ai clienti finali e le minori quantità di energia elettrica vendute rispetto all’analogo periodo dell’esercizio precedente, prevalentemente in Italia, è stato solo parzialmente compensato dall’aumento dei ricavi derivanti dai maggiori volumi di energia venduta in Spagna.
L’ebitda ordinario è salito a 17.262 milioni (+0,9%) con la riduzione dei margini in Italia, sia nel retail per i minori prezzi medi applicati ai clienti finali che nella generazione, prevalentemente per la minore disponibilità della risorsa idrica, che e’ stata piu’ che compensata dal positivo contributo della Spagna e della Colombia; in generale, in America Latina la positiva performance operativa ha compensato l’effetto negativo dei cambi.
L’indebitamento finanziario netto si e’ attestato a 57,53 miliardi (+3,2% rispetto al 31 dicembre 2024)) con i positivi flussi di cassa generati dalla gestione operativa, gli effetti netti positivi derivanti dalle nuove emissioni di prestiti obbligazionari non convertibili subordinati ibridi perpetui e il positivo andamento dei tassi di cambio sul debito hanno parzialmente compensato il fabbisogno finanziario legato agli investimenti, al pagamento dei dividendi, all’acquisto di azioni proprie da parte di Enel spa ed Endesa e alle operazioni straordinarie perfezionate nel periodo.
Il 2025
Per l’esercizio 2025 Enel prevede un ebitda ordinario di gruppo nel range di guidance compreso tra 22,9 e 23,1 miliardi di euro e un utile netto ordinario del gruppo lievemente superiore alla parte alta del range di guidance (compreso tra 6,7 e 6,9 miliardi di euro). “Alla luce della solida performance – si legge in una nota – e della visibilità sull’evoluzione del business nell’ultimo trimestre dell’anno, la guidance per l’ebitda ordinario di gruppo fornita ai mercati finanziari in occasione della presentazione del piano strategico 2025-2027 è confermata”.
Dividendi
Enel ha deliberato un acconto sul dividendo 2025 pari a 0,23 euro per azione (+7% rispetto all’acconto sul dividendo 2024), in pagamento dal 21 gennaio 2026. La politica dei dividendi, coerente con il piano prevede per l’esercizio 2025 un dividendo per azione fisso minimo pari a 0,46 euro, e un potenziale incremento fino a un pay-out del 70% sull’utile netto ordinario.