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Elezioni regionali: PD mantiene roccaforte rossa Toscana, in Veneto trionfa Zaia (Lega)

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Il PD incassa importanti vittorie sul fronte delle elezioni regionali: rimane rossa la Toscana, com il democratico Eugenio Giani che vince con il 49% rispetto al 40% della leghista Susanna Ceccardi.

In Puglia si conferma Michele Emiliano, con il 46,6%, rispetto al 37,6% di Raffaele Fitto (circa 46,6 contro 37,6).

In Campania trionfa Vincenzo De Luca con il 64,7%, a fronte del 20,8% di Stefano Caldoro.

Zingaretti così commenta:

“Siamo vincitori, non sono vincitore. Ha vinto la squadra, la comunità, la passione che ci abbiamo messo tutti”.

Il PD incassa importanti vittorie sul fronte delle elezioni regionali: rimane rossa la Toscana, com il democratico Eugenio Giani che vince con il 49% rispetto al 40% della leghista Susanna Ceccardi.

In Puglia si conferma Michele Emiliano, con il 46,6%, rispetto al 37,6% di Raffaele Fitto (circa 46,6 contro 37,6).

In Campania trionfa Vincenzo De Luca con il 64,7%, a fronte del 20,8% di Stefano Caldoro.

Zingaretti così commenta:

“Siamo vincitori, non sono vincitore. Ha vinto la squadra, la comunità, la passione che ci abbiamo messo tutti”.

Il centrodestra assiste a quello che viene considerato un vero e proprio plebiscito che vede trionfare al Veneto, riconfermato, il leghista Luca Zaia, che supera il 75% contro il 15,6% di Arturo Lorenzoni. Confermato anche il presidente della Liguria Giovanni Toti, con il 55% rispetto al 38% di Ferruccio Sansa, candidato di PD e M5S. Le Marche diventano ufficialmente ex roccaforte rossa, con Francesco Acquaroli di Fratelli di Italia che ottiene più del 50% dei voti rispetto al 35,7% di Maurizio Mangialardi.

Disastro vero per il M5S:

In Liguria, i cinque stelle – fa notare l’agenzia di stampa Askanews – ottengono appena l’8,1% contro il 24,8% di cinque anni fa e il 31% del 2018. In Veneto il Movimento è quasi sparito con il 2,7% contro l’11,8% del 2015 e il 25% del 2018. Crollo anche in Toscana e nelle Marche, dove la percentuale supera di poco il 7% contro il 15% e il 21% delle ultime Regionali. Resta di poco sopra al 10% in Campania e Puglia, due regioni dove alle ultime elezioni politiche M5s aveva ottenuto percentuali altissime.

“L`esito di oggi non mi induce allo scoraggiamento ma anzi rende necessaria la consapevolezza che ci troviamo di fronte a una sfida, quella dell`organizzazione sui territori, da affrontare con entusiasmo e determinazione”, commenta il capo politico Vito Crimi in un post sul Blog delle stelle, promettendo che “l’ascolto dei territori, un maggiore raccordo e coordinamento” saranno “un punto centrale del percorso che faremo nei prossimi mesi. Un percorso che comincerà nei prossimi giorni”. E che porterà agli Stati generali – anche se Crimi non li nomina – dove si scioglierà il tema della leadership.

In Val d’Aosta, in base al primo Exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai, il primo partito è la Lega (20-24%), seguito dal Progetto Civico Progressista (di cui fa parte anche il Pd) con il 13-17% e dall’Union Valdotaine (11-15%) e dal Centrodestra (FI e Fdi-Meloni) 8-10%)