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Effetto inflazione, Target affonda a Wall Street post trimestrale: titolo -22%. Insieme a Wal-Mart il retailer Usa paga caro-energia

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Il titolo Target capitola premercato di oltre il 22% dopo aver riportato una trimestrale decisamente peggiore delle attese degli analisti.

Il gruppo retail ha assistito anche al calo delle vendite di beni di consumo discrezionali, come i televisori.

E' la prova che il boom dell'inflazione si sta facendo sentire sulla propensione al consumo degli americani. Il risultato deludente di Target si spiega con l'impatto sulla sua redditività dei costi più alti del carburante e delle materie prime.

Stesso problema, quello del caro energia, che ha colpito il colosso Wal-Mart, che ieri ha diffuso un bilancio, anche in questo caso, deludente, complici anche le scorte più alte.

Il titolo WMT è precipitato così ieri al minimo delle ultime 52 settimane, chiudendo a $131,35, in flessione dell'11,38%. In realtà Wal-Mart ha rivisto al rialzo le stime sul fatturato di quest'anno dalla crescita precedentemente attesa, pari a +3%, al nuovo outlook pari a +4%. Tuttavia il gigante del settore retail ha tagliato anche le stime sui profitti, dichiarando di prevedere un calo degli utili dell'1% circa, rispetto all'aumento del 5% circa anticipato in precedenza.

Tornando a Target, il gruppo retailer ha annunciato di aver concluso il primo trimestre dell'anno con un utile per azione di $2,19 su base adjusted, decisamente inferiore ai $3.07 per azione attesi dal consensus degli analisti e in calo di ben 41% su base annua.

Il fatturato si è attestato a $25,17 miliardi, meglio dei $24,49 miliardi stimati.

L'utile netto di Target è sceso a $1,01 miliardi dai $2,1 miliardi precedenti, praticamente dimezzandosi. In premercato si segnala anche il trend ancora negativo del titolo Wal-Mart.