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Effetto COVID, Ryanair verso 3.000 tagli. AD O’Leary: bene che Italia abbia rimosso idiozia quarantena per turisti in arrivo

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La compagnia area low cost Ryanair si prepara a licenziare 3000 dipendenti, a causa dello stop ai voli e alle restrizioni sui viaggi che hanno bloccato il turismo e i voli nei mesi di marzo e aprile, sulla scia della pandemia del coronavirus. Lo ha detto lo stesso AD del gruppo, Michael O’ Leary, definendo di nuovo “idiote” alcune restrizioni sui viaggi che erano state lanciate dai governi europei, al fine di frenare la diffusione del Covid-19.

L’AD ha commentato a tal proposito l’allentamento ulteriore delle misure di contenimento (lockdown) annunciato dall’Italia nel fine settimana, tra cui lo stop alla quarantena di due settimane, precedentemente imposta ai turisti in arrivo nel paese.

La decisione di ritirare questa restrizione, ha detto il numero uno di Ryanair, è “di aiuto”. O’ Leary non si è fermato qui, sottolineando alla Cnbc, che la decisione italiana di imporre l’isolamento di 14 giorni è stata idiota, in quanto inapplicabile e ingestibile. Meglio dunque il dietrofront “a favore dell’utilizzo di mascherine e del controllo delle temperature”.

“La quarantena di due settimane is a joke, è uno scherzo”, ha insistito.

C’è da dire che, negli ultimi giorni, altri paesi europei, Regno Unito incluso, hanno annunciato nuovi piani per introdurre periodi di quarantena della durata di due settimane, come ha fatto l’Italia, per i voli in arrivo.

“Stiamo dialogando con il governo (UK) ma questi non hanno idea di cosa stanno parlando”, ha detto O’Leary.

Da segnalare che il coronavirus ha ridotto il numero dei passeggeri di Ryanair di più di 5 milioni di unità. Il ceo si è mostrato tuttavia ottimista sui voli attesi per questa estate, pur anticipando “profondi sconti” sui biglietti aerei.

La gente “del nord Europa, dell’Irlanda e del Regno Unito vuole andare ancora in Spagna e Portogallo per trascorrere le vacanze in famiglia. La gente tornerà in spiaggia, e in quelle zone i casi di Covid sono davvero molto bassi”.

Noi crediamo che, “una volta che le scuole saranno terminate, le famiglie andranno in vacanza, anche se nel migliore dei casi riteniamo che il traffico sarà pari al 50% circa rispetto ai livelli considerati normali”.

Alla fine di aprile, O’Leary aveva bocciato anche il distanziamento in areo: intervistato dal Financial Times, il ceo aveva detto di aver riferito al governo irlandese che sarebbe toccato allo Stato pagare per il posto di mezzo. In caso contrario, aveva aggiunto, non sarebbe stato più possibile fare utili con “un tasso di riempimento del 66%”.

Anche quella proposta del distanziamento in aereo, insomma, era stata bollata come ‘idiota’ dall’AD di Ryanair.