Ecco cos’è Bending Spoons, la società tech italiana che non smette di crescere
Fonte immagine: Fonti societarie
Una nuova indiscrezione riporta Bending Spoons in primo piano sulla scena tech mondiale. Secondo Reuters, infatti, la società italiana sviluppatrice di app starebbe trattando con Yahoo per acquisire Aol, il suo portale internet, al prezzo di 1,4 miliardi di dollari. In caso di cessione, si aprirebbe un nuovo capitolo per Aol, un tempo protagonista dell’era di Internet, celebre per il suo servizio di posta elettronica e la notifica iconica “You’ve Got Mail” all’arrivo di un nuovo messaggio.
Aol fu al centro della più grande fusione della storia quando si unì a Time Warner nel 2000, ma quell’enorme operazione si tradusse in indagini regolatorie e pesanti svalutazioni.
L’acquisizione da parte di Bending Spoons, inoltre, consoliderebbe ulteriormente il suo ruolo di peso nel panorama tecnologico internazionale, rafforzando la posizione dell’azienda italiana come player globale di primaria importanza.
Cos’è Bending Spoons
È nata nel 2013 a Copenaghen, ma la sua sede centrale è a Milano. D’altronde, molti dei suoi fondatori parlano italiano. L’azienda si è rapidamente affermata come uno dei leader europei nel settore delle app mobili e delle tecnologie digitali, adottando una strategia distintiva basata sull’acquisizione e rilancio di prodotti con un “product-market fit” già consolidato (dunque con un buon mercato e un prodotto in grado di soddisfarlo).
Con una valutazione di 2,55 miliardi di dollari nel 2024, un fatturato di 706 milioni di dollari e oltre 300 milioni di utenti mensili sulle sue app, Bending Spoons è uno dei pochi “unicorni” italiani, un titolo riservato alle startup valutate oltre 1 miliardo di dollari.
Fra le app gestite dalla società ce ne sono alcune create da zero dai propri sviluppatori. C’è Live Quiz, gioco per smartphone che metteva in palio buoni Amazon per chi rispondeva correttamente a una serie di domande ad orari prestabiliti. Ma anche Immuni, app di tracciamento dei contatti per il Covid 19 commissionata dal governo nell’aprile del 2020 e disattivata ufficialmente due anni dopo. Molte altre app (più di 50) già esistevano, e solo dopo sono finite nelle mani di Bending Spoons. Fra queste c’è ad esempio Evernote, app per prendere appunti e gestire le proprie attività nata in California e acquisita dalla società milanese nel 2022. Anno in cui ha acquistato anche FiLMic, app per la registrazione di contenuti video professionali via smartphone.
Nel 2024 è entrata in possesso di WeTransfer, noto servizio di trasferimento dei file nato in Olanda, a cui è seguito un taglio del 75% del personale per razionalizzare i costi, ma anche Meetup, piattaforma per l’organizzazione di attività e Britghtcove, piattaforma video acquistata per 233 milioni di dollari.
Il suo ricco storico di acquisizioni la consacra come un autentico conglomerato tecnologico, un ruolo che si riflette chiaramente anche nell’andamento di quest’anno. Nel marzo 2025, Bending Spoons ha acquisito Komoot, piattaforma digitale per la pianificazione, navigazione e condivisione di itinerari per attività all’aria aperta.
Solo nel mese scorso, invece, ha acquisito per 1,38 miliardi di dollari Vimeo, piattaforma video simile a Youtube nata nel 2004 negli Stati Uniti diventata col tempo sempre più utilizzata da imprese e professionisti. Una volta completata l’operazione, prevista per il quarto trimestre del 2025 con l’approvazione degli azionisti e delle autorità regolatorie, Vimeo si trasformerà in un’azienda privata e le sue azioni cesseranno di essere negoziate in borsa.
Chi è il ceo, Luca Ferrari
“In Bending Spoons, acquisiamo aziende con l’aspettativa di gestirle a tempo indeterminato”, ha commentato il suo ceo e co-fondatore Luca Ferrari (nella foto) in riferimento all’acquisizione di Vimeo, mostrando di fatto il tipico modus operandi adottato dalla società milanese nelle sue scelte di investimento.
Nato nel 1985, ha conseguito una laurea in Ingegneria dell’Informazione e una laurea magistrale in Ingegneria Elettronica ed Elettrica presso l’Università di Padova, e una laurea magistrale in Ingegneria delle Telecomunicazioni presso l’Università Tecnica della Danimarca.
Dopo un’esperienza presso McKinsey & Company, nel 2013 ha creato Bending Spoons insieme a Francesco Patarnello, Matteo Danieli, Luca Querella e Tomasz Greber. Il nome dell’azienda (ha spiegato in un’intervista) si ispira a una celebre scena del film Matrix, in cui un bambino piega un cucchiaio con la forza della mente: un simbolo di come la disciplina e l’impegno possano rendere possibile ciò che sembra impossibile.
Già nella giovane età, l’interesse per l’imprenditoria era ben presente. Ferrari ha lanciato la sua prima startup a Copenaghen nel 2010, all’età di 25 anni. Il progetto, chiamato Evertale, consisteva in un’applicazione che fungeva da diario automatico: un algoritmo analizzava i dati dello smartphone e ricostruiva le attività quotidiane dell’utente. Per sostenere economicamente sé stesso e gli altri due co-fondatori — Patarnello e Danieli, entrambi ingegneri come lui — accettò un impiego presso McKinsey. Lasciò l’azienda all’inizio del 2012, quando Evertale riuscì a ottenere un finanziamento di 1 milione di euro da un fondo di venture capital. È proprio con parte di quei soldi che, l’anno successivo, i tre fondarono Bending Spoons.
L’ipotesi che la società integri nel suo portafogli Aol potrebbe comportare un ulteriore salto di livello. Da un lato c’è il tentativo di ridare vita a un simbolo di Internet che, pur non essendo più al vertice, conserva un certo valore storico e commerciale. Dall’altro arricchirebbe il portafogli di Bending Spoons con tutta la galassia di servizi associati attualmente ad Aol, come quello della protezione dal furto d’identità LifeLock o la gestione di password LastPass. Un insieme di strumenti che ha garantito al suo sito web una crescita del traffico del 20% anno su anno tra gli utenti che vanno dai 25 ai 54 anni.