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E Mattarella chiamò Draghi: l’Angelo dei BTP, il Mr Whatever It Takes, l’uomo salva-euro e salva Italia

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“Pronti per l’effetto #Draghi? Althea Spinozzi, strategist della divisione di reddito fisso di Saxo Bank, commenta la notizia della convocazione di Mario Draghi al Quirinale parlando di Draghi Effect sulla carta italiana, ovvero sui BTP e dunque di conseguente effetto sullo spread BTP-Bund.

Sergio Mattarella ha convocato Mario Draghi. #Draghipremier? Già si parla di Draghi Effect sui BTP
FRANKFURT AM MAIN, GERMANY – OCTOBER 28: Sergio Mattarella, Italy’s president, (L) shakes hands with Mario Draghi, outgoing president of the European Central Bank (ECB) during a farewell ceremony for Draghi at the headquarters of the European Central Bank on October 28, 2019 in Frankfurt am Main, Germany. (Photo by Bernd Kammerer – Pool / Getty Images)

“Nel caso in cui Draghi diventasse presidente del Consiglio, i tassi sui BTP decennali potrebbero scendere di 12-19 punti base sulla scia della notizia, confermando un capital gain del 2%. I BTP a 30 anni potrebbero salire fino a +7% ma in modo più graduale”.
Il commento è stato rilasciato da Spinozzi subito dopo la notizia relativa alla decisione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella di convocare l’ex presidente della Bce e l’ex numero uno di Bankitalia, o anche SuperMario, o anche Mr WhateverItakes, l’uomo che ha blindato l’euro salvando così l’Europa, l’uomo che potrebbe forse passare alla storia per aver salvato l’Italia facendola uscire dal tunnel più buio della sua storia, quello della crisi scatenata dalla pandemia del coronavirus Covid-19, traghettandola verso un sentiero di crescita magari finalmente sostenibile grazie all’occasione del Recovery Fund-Next Generation EU: 209 miliardi di euro tra prestiti e sovvenzioni che l’Italia riceverà sotto fondi UE e che potrebbero inaugurare una nuova era per il paese, a seconda di come verranno canalizzati. Ed è quello il punto, visto che il worst case scenario è quello di un’Italia che rischia di ripetere gli errori del passato, sprecando quelle stesse risorse.
Draghi mancherà: avevano scritto tutti nel 2019, alla vigilia della scadenza del suo mandato come timoniere della Bce.
Già allora, prima che l’Italia e il mondo intero capissero che si sarebbero dovuti confrontare con la nuova realtà della pandemia Covid-19, i giornali italiani scrivevano di lui come possibile premier dell’Italia. Lui, l’angelo dei BTP o meglio l’Angelo dei bond, così come lo ricordava già Bloomberg, che aveva salvato l’euro con la famosa frase “l’euro è irreversibile”, sancendone l’immortalità contro l’armata degli euroscettici vari.
Lui, negli ultimi giorni di questa crisi di governo nel bel mezzo di una pandemia, citato come deus ex machina, come salvatore della Patria, sempre e comunque Draghi Whatever It Takes. Ma che risponderà ora lui?

La nota del Quirinale

Così la nota del Quirinale, dopo la constatazione della rottura delle trattative tra le forze politiche confermata da Matteo Renzi, leader di Italia Viva.
Niente da fare con i Cinque Stelle, il M5S:
“Bonafede, Mes, Scuola, Arcuri, vaccini, Alta Velocità, Anpal, reddito di cittadinanza. Su questo abbiamo registrato la rottura, non su altro. Prendiamo atto dei niet dei colleghi della ex maggioranza. Ringraziamo il presidente Fico e ci affidiamo alla saggezza del Capo dello Stato”.
E l’uomo del Colle, il presidente Sergio Mattarella, è stato chiaro:
“Vi sono adesso due strade fra loro alternative: dare immediatamente vita a un governo, adeguato a fronteggiare le gravi emergenze presenti, sanitaria, sociale, economica-finanziaria, ovvero quella di immediate elezioni anticipate. Questa seconda strada va attentamente considerata perché le elezioni rappresentano un esercizio di democrazia. Di fronte a questa ipotesi ho il dovere di porre in evidenza alcune circostanze che oggi devono fare riflettere sull’opportunità di questa soluzione. Ho il dovere di sottolineare come il lungo periodo di campagna elettorale e la conseguente riduzione dell’attività di governo coinciderebbe con un momento cruciale per le sorti dell’Italia”.
La nota del Quirinale continua: “Sotto il profilo sanitario, i prossimi mesi saranno quelli in cui si può sconfiggere il virus oppure rischiare di esserne travolti. Questo rinchiede un governo nella pienezza delle sue funzioni, per adottare i provvedimenti via via necessari, e non un governo con attività ridotta al minimo, come è inevitabile in campagna elettorale. Lo stesso vale per lo sviluppo decisivo della campagna di vaccinazione, da condurre in stretto coordinamento fra lo Stato e le Regioni”.
“Sul versante sociale, fra l’altro, a fine marzo verrà meno il blocco dei licenziamenti, e questa scadenza richiede decisioni e provvedimenti di tutela sociale adeguati e tempestivi, molto difficili da assumere da parte di un governo senza pienezza di funzioni, in piena campagna elettorale”.
“Entro il mese di aprile va presentato alla Commissione europea il piano per l’utilizzo dei grandi fondi europei ed è fortemente auspicabile che questo avvenga prima di quella data di scadenza, perché quegli indispnsabili finanziamenti vengano impegnati presto. E prima si presenta il piano, più tempo si ha per il confronto con la Commissione. Questa ha due mesi di tempo per discutere il piano con il nostro Governo, con un mese ulteriore per il Consiglio europeo per approvarlo. Occorrerà quindi successivamente provvedere tempestivamente al loro utilizzo per non rischiare di perderli”.
Un governo dall’attività ridotta non sarebbe in grado di farlo. Per qualche aspetto, neppure potrebbe e non possiamo permetterci di mancare questa occasione fondamentale per il nostro futuro.Va ricordato che dal giorno in cui si sciolgono le Camere, a quello delle elezioni, sono necessari almeno 60 giorni. Successivamente ne occorrono poco meno di 20 per proclamare gli eletti e riunire le Camere. Queste devono nei successivi giorni nominare i propri organi di presidenza. Occorre quindi formare il Governo e questo per operare a pieno ritmo deve ottenere la fiducia di entrambe le Camere. Deve inoltre organizzare i propri uffici di collaborazione nei vari ministeri. Dallo scioglimento delle Camere nel 2013 sono trascorsi quattro mesi, nel 2018 sono trascorsi cinque mesi. Si tratterebbe di tenere il nostro Paese con un Governo senza pienezza di funzioni per mesi cruciali, decisivi per la lotta alla pandemia, per utilizzare i finanziamenti europei e per far fronte ai gravi problemi sociali. Tutte queste preoccupazioni sono ben presenti ai nostri concittadini, che chiedono risposte concrete e rapide ai loro problemi quotidiani. Credo che sia giusto aggiungere una ulteriore considerazione. Ci troviamo nel pieno della pandemia, il contagio del virus è diffuso e allarmante, e se ne temono nuove ondate nelle sue varianti. Va ricordato che le elezioni non consistono soltanto nel giorno in cui ci si reca a votare ma includono molte e complesse attività precedenti per formare e presentare le candidature. Inoltre, la successiva campagna elettorale richiede inevitabilmente tanti incontri affollati, assemblee, comizi. Il ritmo frenetico elettorale è pressoché impossibile che si svolgano con i necessari distanziamenti. In altri Paesi, in cui si è votato obbligatoriamente perché erano scadute le legislature dei parlamenti o i mandati dei presidenti, si è verificato un grave aumento dei contagi. Questo fa riflettere, pensando alle tante vittime che purtroppo continuiamo ogni giorno, anche oggi, a registrare. Avverto pertanto il dovere di rivolgere un appello a tutte le forze politiche presenti in Parlamento perché conferiscano la fiducia a un governo di alto profilo che non debba identificarsi con alcuna formula politica. Conto quindi di conferire al più presto un incarico per formare un governo che faccia fronte con tempestività alle gravi emergenze non rinviabili che ho ricordato”.

Il commento di Romano Prodi

Così ha commentato in un’intervista rilasciata a La Stampa Romano Prodi, ex presidente del Consiglio ed ex presidente della Commissione europea, la convocazione di Mario Draghi al Quirinale:
“Credo che dobbiamo apprezzare tutti la scelta del presidente Mattarella. Spiegata agli italiani con un discorso che ha messo in luce la drammatica situazione in cui versa il Paese e ha saputo indicare la soluzione di più alto profilo che era a sua disposizione. Sono molto contento per lui. È una indicazione importante. Mattarella ha fatto quel che in questi casi fanno le cariche istituzionali: ha analizzato una situazione certamente non semplice, ha scelto per il meglio del Paese e ha saputo spiegare agli italiani le ragioni della strada indicata. Non è stata solo una decisione difficile ma è anche stata compiuta con la capacità di illustrarne i motivi agli italiani. A Mattarella va riconosciuto un notevole spirito didattico, comunicativo, una particolare abilità didattica”.
E ancora Prodi, che comunque aveva ben presentato giorni fa il noto vizio degli italiani – quello di aspettarsi un deus ex machina per poi crocifiggerlo:
“Sono convinto che la scelta del nome di Draghi sia quella che proteggerà meglio il Paese in questo momento particolarmente difficile. Penso che la situazione dell’Italia sia purtroppo sotto gli occhi di tutti. E che in un momento tanto delicato sia indispensabile cercare di rassicurare l’Europa sulla credibilità del nostro sistema. Un passaggio non secondario perché sarà molto importante il giudizio dei nostri partner europei sulle scelte che faremo utilizzandoil Recovery fund“.
In definitiva, Il governo Draghi “innanzitutto dovrà risollevare l’Italia da una situazione di drammatica emergenza sanitaria, economica e sociale. Per questo mi pare che Mattarella abbia individuato la soluzione ideale per contrastare questa deriva. Io penso che questa sia davvero la migliore scelta che si potesse fare in queste condizioni e mi auguro davvero che Mario Draghi voglia accettare l’incarico”