Notizie Notizie Mondo Draghi: prospettive economiche al top degli ultimi 7 anni in Europa, ma ci sono ancora sfide da superare

Draghi: prospettive economiche al top degli ultimi 7 anni in Europa, ma ci sono ancora sfide da superare

22 Maggio 2015 09:13
Lo stato di salute dell’economia dell’Eurozona mostra decisi segnali di miglioramento, anzi non era così in forma dallo scoppio della crisi nel 2008. Il numero uno della Bce, Mario Draghi, professa un cauto ottimismo circa i segnali di rafforzamento in arrivo dal ciclo economico. “Le prospettive economiche per l’area dell’euro sono oggi più brillanti di quanto non sia stato per sette lunghi anni. La crescita è in ripresa e la politica monetaria sta avendo i suoi effetti sull’economia“, ha dichiarato Mario Draghi nel suo intervento introduttivo al Forum della BCE sulle banche centrali a Sintra, in Portogallo. 
“Questa non è affatto la fine delle nostre sfide – ha rimarcato Draghi a conclusione del suo intervento – e una ripresa ciclica da sola non risolve tutti i problemi dell’Europa non eliminando il eccesso di debito che interessa le zone dell’Unione. Non elimina nemmeno l’elevato livello di disoccupazione strutturale che tormenta troppi paesi. E non elimina la necessità di perfezionare l’assetto istituzionale della nostra unione monetaria”.
Il Pil dell’area euro salito dello 0,4% t/t nel primo trimestre dell’anno. Le ultime stime della Commissione Ue sono di un progresso dell’1,5% nell’intero 2015. 
 
Progressi su riforme strutturali 
Draghi ha anche sottolineato che le aspettative di inflazione stanno recuperando dai minimi e i Paesi dell’area euro hanno fatto importanti progressi sulle riforme strutturali. “La capacità di portare avanti un duraturo ritorno alla stabilità e alla prosperità non si basa solo su politiche cicliche, ma anche su politiche strutturali. Le due cose sono strettamente interdipendenti”, ha sottolineato l’ex governatore di Bankitalia. Nel suo discorso Draghi ha rimarcato come la crescita potenziale è oggi stimata a meno dell’1% nella zona euro ed è vista rimanere ben al di sotto dei tassi di crescita pre-crisi. “Ciò significa che una quota significativa delle perdite economiche della crisi sarebbe diventata permanente, con la disoccupazione strutturale sopra il 10% e la disoccupazione giovanile elevata. 
 
Flessibilità deve entrare nel dna 
Draghi ha parlato anche di flessibilità: “Il fatto che ogni economia nazionale sia abbastanza flessibile dovrebbe essere accettato come parte del nostro comune Dna”.