Notizie Notizie Italia Dividendi in arrivo il 22 settembre: Eni e StMicroelectronics guidano la tornata autunnale

Dividendi in arrivo il 22 settembre: Eni e StMicroelectronics guidano la tornata autunnale

22 Settembre 2025 07:00

Lunedì 22 settembre segna l’inizio della stagione autunnale dei dividendi a Piazza Affari. Sono sei difatti le società che distribuiranno la cedola ai propri azionisti, tra cui due nomi di peso dell’indice Ftse Mib: Eni e StMicroelectronics.

Una giornata da segnare in agenda quindi per chi investe in azioni a rendimento, considerando che i dividendi rappresentano una componente significativa del ritorno totale dell’investimento azionario.

Eni: prima tranche del dividendo 2025

Tra le società che staccano la cedola troviamo Eni. Il colosso energetico guidato da Claudio Descalzi pagherà la prima tranche del dividendo 2025. Il dividendo complessivo ammonta a 1,05 euro per azione, distribuito in quattro tranche, con la prima cedola pari a 0,26 euro per azione. La scelta di suddividere il pagamento in più tranche permette agli azionisti di ricevere i dividendi in modo graduale e consente alla società di gestire con flessibilità il flusso di cassa.

Per Eni, la cedola rappresenta non solo un ritorno economico per gli azionisti, ma anche un segnale di solidità e continuità della politica di remunerazione, confermando la capacità del gruppo di generare utili stabili nonostante la volatilità dei mercati energetici.

StMicroelectronics: stacco seconda tranche dividendo 2024

Accanto a Eni, StMicroelectronics, azienda italo-francese leader nel settore dei semiconduttori, distribuirà la seconda tranche del dividendo 2024, pari a 0,0762 euro per azione (circa 0,09 dollari Usa). La politica dei dividendi della società prevede più tranche per assicurare agli azionisti un flusso regolare di entrate, aspetto apprezzato soprattutto in settori tecnologici caratterizzati da cicli di domanda variabili.

Le altre società coinvolte

Oltre alle due blue chip, la giornata del 22 settembre vedrà il pagamento dei dividendi anche da parte di società del segmento Mid Cap, Star ed Egm, con rendimenti lordi variabili tra 0,32% e quasi il 2%.

Tra le mid cap, Piaggio staccherà l’acconto 2025 pari a 0,04 euro per azione, mentre De’ Longhi pagherà la seconda tranche dell’esercizio 2024, pari a 0,42 euro per azione. Nel segmento Star, Sesa distribuirà la cedola ordinaria di 1 euro per azione, mentre all’Egm Poligrafici Printing verserà la seconda tranche 2024 pari a 0,0075 euro per azione.

Cos’è il dividendo e come valutarlo

Il dividendo azionario è una parte degli utili che una società distribuisce ai propri azionisti, dopo l’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione e, nei casi previsti, dei soci con diritto di voto. In pratica, rappresenta una ricompensa per chi detiene le azioni della società, come riconoscimento della fiducia e del supporto economico fornito all’impresa.

I dividendi sono spesso chiamati cedole e possono essere pagati in un’unica soluzione annuale oppure in diverse tranche, semestrali o trimestrali. Alcune grandi società, ad esempio, staccano un acconto in autunno e procedono al saldo in primavera. Il pagamento può avvenire in contanti, accreditato direttamente sul conto dell’investitore, o più raramente in azioni della società.

Per valutare la bontà di un dividendo non basta considerarne l’importo assoluto: è fondamentale considerare anche il dividend yield, che indica il rendimento del dividendo rispetto al prezzo dell’azione. Il dividend yield è calcolato come il rapporto tra il dividendo unitario e il prezzo dell’azione. Un valore più elevato indica una maggiore capacità della società di remunerare il capitale investito, offrendo un indicatore utile per confrontare imprese diverse o settori differenti.

Perché le aziende pagano dividendi

Il pagamento dei dividendi non è obbligatorio: le aziende possono decidere di distribuire utili per diversi motivi. Innanzitutto, è una forma di condivisione dei profitti con gli azionisti, riconoscendo il loro supporto finanziario all’attività dell’impresa. Inoltre, un dividendo regolare attrae investitori interessati a flussi di reddito stabili, migliorando la liquidità delle azioni e la fiducia nel titolo.

Tuttavia, un ridimensionamento del dividendo non è necessariamente un segnale negativo: le risorse possono essere reinvestite in progetti ad alto potenziale di rendimento, con l’obiettivo di aumentare i profitti futuri. Alcune aziende distribuiscono anche dividendi straordinari, pagamenti una tantum aggiuntivi rispetto alla cedola ordinaria, che premiano gli azionisti in caso di utili eccezionali.

La data di stacco e le modalità operative

Il giorno dello stacco del dividendo, noto anche come ex-dividendo, è fondamentale: solo gli azionisti registrati entro quella data hanno diritto a ricevere la cedola. Gli investitori che acquistano le azioni dopo lo stacco non riceveranno il pagamento.

In genere, la sequenza prevede tre momenti distinti: l’annuncio del dividendo, la data di stacco e la data di pagamento. Quest’ultima corrisponde al momento in cui la cedola viene effettivamente accreditata sul conto dell’investitore. La chiarezza di questa tempistica è cruciale per pianificare investimenti e strategie di trading basate sui flussi di dividendo.