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Dividendi 2021, verso una ripresa dopo la grande sforbiciata. Ecco quanto incidono storicamente su rendimento azionario complessivo

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Nel 2020 i dividendi distribuiti dalle aziende europee hanno registrato un forte calo e per effetto della crisi causata dal coronavirus, lo scorso anno complessivamente le società dell’indice azionario MSCI Europe abbiano distribuito poco meno di 290 miliardi rispetto ai circa 360 miliardi del 2019. Così emerge dall’ “Allianz Global Investors Dividend Study 2021”, secondo cui, nonostante il calo legato alla pandemia i dividendi continuano a rappresentare una componente significativa dei rendimenti delle azioni europee.
Molte le società che hanno ridotto e addirittura sospeso i dividendi in via precauzionale e nel complesso, lo scorso anno hanno pagato dividendi meno di tre aziende europee su quattro, rispetto ad oltre il 90% degli anni precedenti. Ma nel 2021 i dividendi distribuiti dalle società dell’MSCI Europe dovrebbero tornare ad aumentare e al calo del 20% circa registrato nel 2020 probabilmente seguirà un incremento del 15% circa quest’anno, si passerà cioè da circa 290 a circa 330 miliardi euro.

L’Europa e la cultura delle cedole

In Europa, la cultura dei dividendi è molto più radicata che negli USA e in Asia. Tra il 1975 e la fine del 2020, i dividendi hanno rappresentato circa il 35% del rendimento azionario complessivo.
Nonostante la forte flessione, anche nel 2020 i dividendi europei hanno continuato a rappresentare una componente sostanziale dei rendimenti azionari. Per effetto della riduzione delle distribuzioni, in Europa nella seconda metà del 2020 il dividend yield è sceso intorno al 2,75%, una riduzione di quasi un punto percentuale rispetto al 2019. Così, rivela l’Allianz Global Investors Dividend Study, i Bund tedeschi a 10 anni, ad esempio, per tutto il 2020 hanno offerto un rendimento leggermente negativo.