Notizie Notizie Italia Btp e Gilt, inflazione, tassi Ue e Usa: la view di Generali Investments

Btp e Gilt, inflazione, tassi Ue e Usa: la view di Generali Investments

8 Maggio 2026 11:09

La settimana si avvia verso la chiusura con uno spread Btp-Bund in lieve rialzo, ma che resta sotto la soglia di 74 punti base. Con il rendimento del Btp a dieci anni al 3,74%.

In una recente analisi sui governativi europei, Generali Investments sottolinea come l’Italia sia più esposta a shock energetici ma non vede un rischio per un forte rialzo dello spread.

Titoli di Stato e rischio stagflazione

“Guardando ai prossimi mesi, lo scenario di base è quello di una tregua fragile”, osserva Filippo Casagrande, chief of investments di Generali Investments. “La de-escalation ha favorito un forte rimbalzo degli attivi rischiosi, ma anche in assenza di una ripresa degli scontri resta il nodo della prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz”. Secondo l’esperto, “la chiusura dello stretto limita l’offerta globale di beni energetici e sostiene i prezzi del petrolio, che rimangono sopra i 100 dollari al barile rispetto ai 60 di inizio anno”.

Sul fronte dei tassi, il rischio di uno scenario di stagflazione può avere un impatto rilevante sulle politiche monetarie. “Il mercato sconta già quasi tre rialzi per la Bce da qui a fine anno, che se implementati avrebbero un impatto negativo per la crescita nel breve e medio termine. Per ora la Bce, pur conscia dei rischi inflattivi, è rimasta ferma, ma non si può nascondere un tono già meno accomodante nelle ultime dichiarazioni”, mette in guardia Filippo Casagrande di Generali Investments, ricordando che “il tasso Bund decennale viaggia poco sopra il 3%, un livello storicamente molto elevato, dato il riprezzamento al rialzo delle aspettative di inflazione. Non si possono però escludere livelli più elevati in caso di un peggioramento della crisi energetica”.

Bond britannici e Btp sotto la lente

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, il mercato ha rimosso interamente le precedenti aspettative di tagli dei tassi per il 2026. L’inflazione complessiva ha già sfondato il 3% su base annua, ma per il momento, l’inflazione core mostra un trend decrescente, seppur lento. Questo dovrebbe, secondo la view di Casagrande, limitare ulteriori pressioni al rialzo sui tassi di mercato, con un tasso decennale Treasury che già viaggia in area 4,40% e con 30Y sopra il 5% . “In questo contesto, guardiamo con interesse ai bond britannici, con il tasso decennale Gilt già sopra il 5%, con spread storicamente ampi rispetto a Bund e Treasury USA“, precisa il responsabile investimenti che ribadisce: “sul lato dei tassi, adottiamo un approccio neutrale sulla duration, ma con una gestione attiva per gestire la volatilità attorno ai livelli attuali dei tassi, che sono storicamente elevati”.

Sui Btp, va tenuto conto come l’Italia sia più sensibile agli shock energetici. “Di conseguenza, nel contesto attuale è difficile rivedere a breve i minimi di spread visti nella prima parte dell’anno. Parimenti, la buona gestione della finanza pubblica negli ultimi anni riduce i rischi di un allargamento sensibile degli spread”, conclude Filippo Casagrande che nel comparto governativo, preferisce i Gilt britannici, nonché i bond governativi in valuta locale dei paesi emergenti che offrono tassi reali elevati (come Brasile, Colombia, Messico e Ungheria) che “quindi rimangono per noi un’area interessante di diversificazione, considerando i tassi reali molto elevati offerti dalla regione”.