Diasorin affonda in Borsa: la guidance 2026 non convince e il mercato rivede le stime
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Diasorin finisce sotto pressione a Piazza Affari, scivolando fino ai livelli più bassi dell’ultimo decennio. A innescare le vendite non è stato soltanto l’aggiornamento della guidance per il 2026, ma soprattutto l’interpretazione che il mercato ha dato di quei numeri: un profilo di crescita meno lineare, con una visibilità ridotta e una maggiore esposizione a fattori esogeni, che secondo diversi analisti porterà a una revisione al ribasso delle stime di consenso.
Le indicazioni per il prossimo esercizio delineano infatti un ritmo di espansione più contenuto, con ricavi attesi in crescita ma concentrati nella seconda parte dell’anno, elemento che ha accentuato l’incertezza nel breve termine. Il titolo ha così registrato un calo superiore al 17%. In questo contesto arriva il declassamento di Mediobanca a “neutral” e la revisione del giudizio da parte di Equita a “hold”.
Guidance 2026: nessuna spinta della reddittività
Nel dettaglio, i risultati del 2025 evidenziano un andamento complessivamente in linea con le attese sul fronte operativo, ma più debole a livello di redditività finale.
L’EBITDA adjusted si è attestato a 394 milioni di euro, sostanzialmente allineato al consensus degli analisti, con un margine pari al 33%, anch’esso vicino alle stime di mercato. Più sotto le attese, invece, le altre principali metriche: l’EBITDA si è fermato a 375 milioni, mentre l’EBIT ha raggiunto i 229 milioni, entrambi inferiori alle previsioni. In controtendenza l’EBIT adjusted, pari a 304 milioni, che supera leggermente il consensus. Il dato più penalizzato resta l’utile netto, pari a 150 milioni di euro, ben al di sotto delle aspettative degli analisti e in calo del 20%, a fronte di un utile netto rettificato è pari a 223 milioni, in diminuzione di 13 milioni (-6%) rispetto al 2024, come conseguenza di “un effetto cambio sfavorevole, di maggiori oneri finanziari netti adjusted e di maggiori imposte di competenza dell’esercizio” si legge nel comunicato societario. I ricavi sono stati pari a 1,20 miliardi e in linea con le stime.
Guardando al 2026, Diasorin prevede una crescita dei ricavi compresa tra il 5% e il 6% a cambi costanti, accompagnata da un margine EBITDA adjusted atteso tra il 32% e il 33%, in linea con i livelli registrati nell’ultimo esercizio. Si tratta di indicazioni che suggeriscono una prosecuzione del percorso di sviluppo, ma senza un’accelerazione significativa della redditività. Va inoltre considerato che la stessa società ha precisato come la guidance non incorpori possibili fattori di rischio legati al contesto geopolitico, né eventuali tensioni su supply chain e dinamiche inflattive, elementi che potrebbero influenzare l’andamento operativo nel corso dell’anno.
Il giudizio degli analisti
Sul fronte delle valutazioni, il tono degli analisti si è progressivamente raffreddato dopo la pubblicazione dei conti e della guidance 2026. JPMorgan evidenzia come le indicazioni su ricavi ed EBITDA adjusted implichino un taglio delle stime di consenso rispettivamente di circa il 2% e il 7%, prospettando un ulteriore esercizio senza espansione dei margini. Secondo la banca d’affari, il primo trimestre potrebbe rappresentare il punto più debole dell’anno e il Capital Markets Day di maggio, rischia di tradursi in nuove revisioni al ribasso in un contesto in cui persistono criticità strutturali e una forte esposizione all’immunodiagnostica.
Un’impostazione prudente condivisa anche da Morgan Stanley, che definisce la guidance “ambiziosa” alla luce di una stagione influenzale debole, delle difficoltà in Cina e della crescente pressione competitiva nella diagnostica molecolare, sottolineando inoltre come i risultati del quarto trimestre abbiano mancato le attese e possano limitare l’interesse degli investitori nel breve termine.
Sulla stessa linea Mediobanca, che ha ridotto il giudizio a “neutral”, indicando come i target 2026 suggeriscano una dinamica dell’utile per azione sostanzialmente piatta e confermando un quadro di visibilità ancora limitata sull’evoluzione della crescita. Anche RBC mantiene un approccio costruttivo sul titolo, pur evidenziando diversi elementi di cautela. Per la Banca d’investimento, la crescita prevista per il 2026 sarà sbilanciata verso la seconda parte dell’anno, un profilo che tende ad aumentare l’incertezza sulla visibilità dei risultati nel breve termine. La guidance fornita dal gruppo, inoltre, suggerisce possibili revisioni al ribasso delle attuali stime di consenso. A pesare sul quadro prospettico sono diversi fattori: l’effetto dei dazi, la prosecuzione delle pressioni derivanti dal sistema VBP in Cina, un mix di prodotti meno favorevole e un incremento degli investimenti legati al lancio di nuove soluzioni che potrebbero comprimere la redditività nel breve periodo.