Notizie Notizie Italia Tim corre, Poste inchioda post Opas. Mossa al vaglio degli analisti (divisi)

Tim corre, Poste inchioda post Opas. Mossa al vaglio degli analisti (divisi)

23 Marzo 2026 11:44

La mossa di Poste Italiane che ha lanciato un’offerta totalitaria sull’intero capitale di Tim è il tema caldo di questa settimana a Piazza Affari. Con i due titoli sotto i riflettori: da una parte Telecom Italia tra i pochi segni più del Ftse Mib con un rialzo di circa il 3%, dall’altra Poste Italiane che si muove nelle retrovie con un ribasso di oltre il 9%, in una giornata dominata dalle vendite per il listino milanese.

“Il titolo Tim reagisce con un gap rialzista, si porta in area 0,60 euro, ma resta sotto i 0,635 euro impliciti dell’offerta. Non è una smentita del deal. È il comportamento di un mercato che riconosce la credibilità dell’operazione, ma continua a prezzare il tempo, il rischio regolamentare e la natura mista del corrispettivo. Parte dell’offerta è cash, parte è carta Poste, quindi il valore finale non è completamente statico. Inoltre, il delisting richiederà adesioni elevate e il passaggio attraverso Consob, Antitrust, Agcom e golden power”, commenta Gabriel Debach di eToro..

Operazione al vaglio degli analisti che al momento appaiono divisi nei loro commenti.

I numeri dell’operazione

Ieri sera il gruppo guidato da Matteo Del Fante, che controlla circa il 27% di Telecom Italia, ha presentato un’offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria per salire al 100% di della società guidata da Labriola per un corrispettivo di 10,8 miliardi di euro e riguarda oltre 17 miliardi di azione. L’obiettivo dell’operazione – spiega un comunicato diffuso da Poste Italiane – “è dare vita ad un unico gruppo, integrando due delle più grandi e importanti realtà industriali italiane”. L’obiettivo dell’offerta è acquisire l’intero capitale sociale di Tim e procedere alla revoca dalla quotazione delle azioni di Tim su Euronext Milan.

In particolare, Poste mette sul piatto 0,0218 azioni ordinarie di nuova emissione e 0,167 euro in contanti per ogni azione Tim conferita. Il premio rispetto al prezzo di chiusura del 20 marzo è del 9,01%.

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Operazione Poste su Tim al vaglio degli analisti (divisi)

“Poste Italiane ha formalizzato ieri ciò che da mesi era già evidente nei fatti, il passaggio da azionista strategico a controllante unico di Tim. L’Opas volontaria totalitaria approvata dal cda non è un colpo di scena, ma il punto di arrivo di un percorso industriale costruito con gradualità nel corso del 2025“. E’ di questa idea Gabriel Debach di eToro che non vede l’operazione come un raid finanziario. Anzi, spiega, “è la naturale evoluzione di una strategia avviata nel febbraio 2025”.

Da allora Poste ha sempre definito Tim un investimento industriale di lungo periodo, funzionale alla creazione di sinergie tra telecomunicazioni, servizi ICT, contenuti, pagamenti, assicurazioni ed energia. “Oggi quella visione prende forma – aggiunge Debach -. Il gruppo parla apertamente della creazione di un’infrastruttura integrata, pilastro per l’economia nazionale, capace di unire rete, cloud, edge computing, dati, logistica e distribuzione. Il passaggio è netto, da rete distributiva a piattaforma abilitatrice della trasformazione digitale del Paese”.

Anche il timing dell’operazione, secondo l’esperto, non è casuale. Poste si muove adesso perché Tim, per la prima volta dopo anni, ha smesso di essere soltanto una storia di risanamento. Basta guardare la traiettoria degli utili per capire la profondità del cambio di fase. Il ritorno all’utile non è un dettaglio contabile, è il segnale che il lavoro più doloroso di pulizia di bilancio è alle spalle.

Gli analisti di Equita Sim confermano la raccomandazione d’acquisto sia su Tim sia su Poste Italiane all’indomani dell’annuncio dell’Opas.

“Dal punto di vista finanziario, sulla base delle nostre stime preliminari l’operazione si presenta leggermente dilutive nel 2027 e stimiamo sia accretive di circa il 10% a pieno regime, rispetto alle nostre stime pre-sinergie della combined”, sottolineano gli esperti della sim milanese che aggiungono: “Da verificare l’opportunità di accelerare il recupero delle Dta di Tim, molto significative (indicate da Poste in 982 milioni a fronte di perdite pregresse complessive di Tim di circa 5 miliardi). Poste ha inoltre indicato che l’operazione sarà neutrale sul dividendo a valere sull’utile 2026”.

Commentando l’operazione aggiungono:

I multipli pagati per Tim sono pari a 5,9 volte e 5,4 volte EV/EBITDA aL 2026-27 (6,2-5,8 volte per le attività domestiche assumendo Tim Brazil a mercato), non particolarmente generosi (la nostra valutazione assume 6,5 volte 2027 per le attività domestiche e 6,1 volte per il gruppo nel suo complesso) anche se l’ingresso in Poste a nostro avviso offre maggiore visibilità sulle prospettive di profittabilità e remunerazione degli azionisti Tim e i benefici delle sinergie sono in parte catturati dagli azionisti TIM stessi grazie alla componente carta”.

Equita non vede ostacoli al disco verde da parte delle autorità competenti. “Non vediamo elementi ostativi alla luce delle osservazioni Antitrust già condotte nell’analisi dell’ingresso di Poste in Tim“.

Banca Akros, che conferma la valutazione neutral e target price di 22,5 euro su Poste, commenta così: “in termini di utile per azione, Poste Italiane sostiene che l’operazione sarà accrescitiva già dal 2027, mentre noi calcoliamo un effetto diluitivo di circa l’1% sull’Eps. Sebbene stimiamo che, su base pro-forma e con tutte le sinergie, l’operazione dovrebbe essere accrescitiva sull’Eps a cifra bassa”. Per Tim , Akros conferma il rating neutral e il target di 0,63 euro che, ricorda, “include circa 600 milioni di euro di NPV derivante dalle sinergie con Poste”.

Meno positivi sull’operazione appaiono gli analisti di Barclays che definiscono il “prezzo deludente”. Secondo gli esperti della banca inglese l’offerta di natura opportunistica di Poste “non coglie le opportunità positive”. Il nostro prezzo obiettivo per le azioni ordinarie di Tim è di 0,62 euro, “tuttavia vediamo molte opportunità positive che potrebbero spingere la valutazione significativamente al di sopra di questo livello”. In particolare, gli esperti citano il consolidamento del mercato in Italia, gli earn-out legati alla transazione FiberCop. “Notiamo inoltre una maggiore razionalità nel mercato dei consumatori italiano che potrebbe portare a trend migliori di quelli attualmente attesi”, aggiungono da Barclays.