E’ di nuovo incubo deflazione per Eurozona e Italia, strada spianata per nuove azioni Bce
Eurozona di nuovo in deflazione con l’indice dei prezzi al consumo sceso con decisione a febbraio andando ad alimentare ulteriormente la pressione sulla Banca centrale europea (Bce) per espandere le misure di stimolo monetario nel prossimo meeting del 10 marzo. Il tasso di inflazione dell’area euro è sceso a febbraio a meno 0,2% dal +0,3% del mese precedente, tornando sui minimi a oltre un anno (ossia a prima dell’annuncio del varo del QE da parte della Bce). Il consensus era per una variazione tendenziale nulla. A livello core (ossia al netto di elementi volatili come cibo ed energia), l’inflazione risulta dello 0,7% dal +1% precedente (consensus era +0,9%).
Bce prepara taglio tasso depositi e aumento QE
Il presidente della Bce, Mario Draghi, aveva già preannunciato nelle scorse settimane che l’istituto centrale di Francoforte è pronto a fare di più sul fronte degli stimoli monetari per alimentare l’inflazione e riportarla vicina al target del 2%. L’inflazione dell’area euro viaggia sotto tale target da più di due anni in mezzo e sta pagando anche l’effetto della forte discesa dei prezzi del petrolio.
Il presidente della Bce, Mario Draghi, aveva già preannunciato nelle scorse settimane che l’istituto centrale di Francoforte è pronto a fare di più sul fronte degli stimoli monetari per alimentare l’inflazione e riportarla vicina al target del 2%. L’inflazione dell’area euro viaggia sotto tale target da più di due anni in mezzo e sta pagando anche l’effetto della forte discesa dei prezzi del petrolio.
Secondo la quasi totalità degli analisti la Bce si muoverà a marzo con nuovi stimoli. Goldman Sachs, che ha rivisto al ribasso le stime di inflazione per l’area euro vedendo i prezzi in negativo nel primo semestre dell’anno, si aspetta varie misure in arrivo dalla Bce, tra cui un taglio di 10 punti base del tasso di deposito, 10 miliardi in più al mese di acquisti di asset (salendo quindi da 60 a 70 mld) e una proroga di sei mesi del programma di acquisto di asset fino a settembre 2017.
Deflazione anche per l’Italia
In calo sia a livello congiunturale che tendenziale anche l’inflazione italiana. A febbraio, secondo i dati preliminari diffusi dall’Istat, l’indice dei prezzi al consumo segna un calo dello 0,2% su base mensile e dello 0,3% annuo. La forte flessione tendenziale dei prezzi al consumo, spiega l’Istat, è dovuta a una dinamica congiunturale caratterizzata da cali dei prezzi diffusi a quasi tutte le tipologie di prodotto, che si confronta con quella positiva di febbraio 2015 quando, invece, tutte le tipologie di prodotto segnarono una ripresa dei prezzi rispetto al mese precedente.
In calo sia a livello congiunturale che tendenziale anche l’inflazione italiana. A febbraio, secondo i dati preliminari diffusi dall’Istat, l’indice dei prezzi al consumo segna un calo dello 0,2% su base mensile e dello 0,3% annuo. La forte flessione tendenziale dei prezzi al consumo, spiega l’Istat, è dovuta a una dinamica congiunturale caratterizzata da cali dei prezzi diffusi a quasi tutte le tipologie di prodotto, che si confronta con quella positiva di febbraio 2015 quando, invece, tutte le tipologie di prodotto segnarono una ripresa dei prezzi rispetto al mese precedente.
Il calo mensile dell’indice generale è determinato da quasi tutte le tipologie di prodotto ma, soprattutto, dalla diminuzione dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (-2,2%). L’inflazione acquisita per il 2016 è pari a -0,6%.