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Dal Quo Vadis di Tusk a catastrofe temuta da Sassoli. Johnson strema Ue. No-deal Brexit più vicina

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L’Ue di David Sassoli-Donald Tusk-Angela Merkel scuote la testa sconsolata di fronte alle esternazioni varie di Boris Johnson: ormai si parla di punto di rottura nelle trattative tra Bruxelles e Londra per scongiurare il worst case scenario del no-deal Brexit.

Il 31 ottobre, data ufficiale in cui gli UK dovrebbero dire formalmente addio al blocco europeo, si avvicina, e basta guardare alle prime pagine della stampa britannica per capire l’entità del caos che sta colpendo il Regno Unito di Boris Johnson. Dal canto suo l’Europa, stando ad alcune indiscrezioni, starebbe valutando l’idea di proporre un rinvio dell’Articolo 50 fino al giugno del 2020.

“Day the deal was doomed”, ha scritto il Guardian, citando fonti di Downing Street secondo cui “le trattative sono a pezzi”. Lo stesso governo di Boris Johnson, insomma, si starebbe preparando alla prospettiva di un no-deal Brexit “dopo un giorno di recriminazioni furiose“. E sì, perchè la giornata di ieri, come ha d’altronde riassunto il Guardian nel titolo dell’articolo, è stata quella in cui un eventuale accordo per scongiurare il no-deal Brexit è stato dato per spacciato, e non solo da parte britannica.

Il premier Boris Johnson è riuscito a far perdere la testa agli esponenti tra i più importanti dell’Ue: male è andato il colloquio telefonico con la cancelliera tedesca Angela Merkel, su sui si concentra il quotidiano Daily Telegraph: “Accordo Brexit ora ‘praticamente impossibile’. IL Telegraph dà la colpa all’Unione europea, aggiungendo che “l’insistenza di Merkel a che l’Irlanda del Nord rimanga allineata all’Ue è una campana a morto”. Viene riportato come gli alleati di Boris Johnson abbiano “accusato Angela Merkel di rendere un accordo sulla Brexit praticamente impossibile”.*

Impossibile è anche la parola che campeggia nella prima pagina del quotidiano “i”:

“Accordo sulla Brexit ‘impossibile’ con i leader Ue che rifiutano le proposte del premier”. Il quotidiano aggiunge che Johnson è stato accusato di essere uno “stupido scaricabarile” (riferimento alla stizza del presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk), riportando anche le dichiarazioni di alcuni funzionari UK, che “insistono che Bruxelles ha irrigidito la propria posizione mentre il tempo sta per scadere”.

L’Express apre con l’articolo “E allora è quello! Il brutto scontro del premier paventa la fine dell’accordo”. Il quotiano aggiunge che “le trattative sulla Brexit collassano dopo la brutta telefonata con la leader tedesca. Boris accusa l’Ue di avanzare pretese impossibili sul Regno Unito”.

A scatenare la rabbia di Boris Johnson è stato, indubbiamente, anche il tweet esasperato di Donald Tusk, con cui il numero uno del Consiglio europeo, oltre ad accusare il premier britannico di fare lo stupido scaricabarile, gli ha chiesto:

“In gioco c’è il futuro dell’Europa e del Regno Unito, così come la sicurezza e gli interessi dei nostri cittadini. Tu non vuoi un accordo, non vuoi un’estensione, non vuoi una revoca, quo vadis?”.

Scoramento anche da parte del presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, che ha espresso in un tweet tutto il suo scetticismo sulla possibilità che venga raggiunto un accordo sulla Brexit.

In un’intervista rilasciata alla BBC, Sassoli non ha fatto niente per nascondere la sua delusione. E in un altro intervento a Sky News ha detto che un no deal Brexit sarebbe una “catastrofe” e che Boris Johnson dovrebbe “sentire questa responsabilità”, mentre le lancette dell’orologio scorrono veloci avvicinandosi al 31 ottobre.

“Ci potrebbero essere problemi economici e di sicurezza…ci potrebbe essere una catastrofe”, ha detto il leader del Parlamento europeo, riferendo a Sky News che il premier Boris Johnson gli ha confermato, tra l’altro, durante l’incontro che si è tenuto a Londra, che, scaduti i termini dell’accordo, “non chiederà un’altra estensione” dell’Articolo 50.

Alla BBC, poi, Sassoli ha ammesso di essersi “accalorato” con Boris Johnson:

“A trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino non avrei mai pensato che il nostro destino sarebbe stato quello di essere separati. Abbiamo fatto molto per costruire l’Ue e ora..ci stiamo dividendo”.

E’ inoltre “doloroso” – ha riferito a Sky News – pensare a come uno scenario (del no-deal Brexit) potrebbe venire realizzato dal momento che, uscendo dall’Ue in questo modo, il Regno Unito entrerà alla fine “in un tunnel da cui non sappiamo come ne uscirà”.