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Da Prodi a Berlusconi, crociata pro MES degli ex premier. Monti chiede operazione verità: fake history va riscritta

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E’ un vero e proprio plebiscito. In questi giorni a ruota si sono espressi tutti i primi ministri che si sono succeduti in Italia dal 2001 a oggi e il risultato è un coro di inviti a dire sì al tanto discusso MES senza condizionalità proposto dall’Europa per far fronte alle spese sanitarie e che se attivato darebbe in dote all’Italia 37 miliardi di euro. Ultimo in ordine di tempo è l’ex primo ministro, Mario Monti, che si rivolge direttamente all’attuale premier e chiede un’operazione di verità. “Governare significa dire la verità ai partiti e ai cittadini, anche quando questo significa prendere misure impopolari”, rimarca Monti in un’intervista concessa a Repubblica, rimarcando come adesso Giuseppe Conte debba muoversi in un contesto nel quale “la realtà delle cose è spesso ignorata e i fantasmi creati per sconfiggere i nemici di parte si rivolgono contro chi li ha creati”. “Chi ha fatto del MES un mostro adesso può anche convincersi che senza condizionalità quello strumento vada bene; ma ormai tutta la sua base elettorale è pronta a scagliarsi contro chi dovesse dirlo. Dunque, se Conte facesse quello che la coscienza gli detta e lo andasse a spiegare al Parlamento sarebbe la cosa migliore”, argomenta Monti che ritiene comunque poco probabile in quanto parte maggioranza si basa su una falsa narrazione, quella che Monti definisce una “vera fake history fatta di tante fake news”.
L’ex premier rimarca come il Mes non è mai stato una creatura malefica in sé “ma nella crisi dell’Eurozona è stato utilizzato nei confronti di Paesi, che comunque avevano abbondato in malgoverno, con una serie di errori e durezze eccessive da parte della Ue e del Fmi. È il caso della troika per la Grecia. Dunque è giusto guardare con grande attenzione la questione delle condizionalità”.

Berlusconi si distanzia dal fronte del no del duo Meloni-Salvini

A favore dell’utilizzo del MES si sono schierati apertamente negli ultimi giorni tutti gli altri ex premier che si sono susseguiti a palazzo Chigi negli ultimi 20 anni. Silvio Berlusconi è intervenuto nei giorni scorsi affermando che è un clamoroso errore dire no al MES senza condizionalità, distaccandosi dal fronte del no che caratterizza gli altri pariti d’opposizione, con Salvini e Meloni che hanno usato il MES per attaccare il governo subito dopo l’Eurogruppo di settimana scorsa.

Presa di posizione anche di un altro importante ex inquilino di palazzo Chigi, Romano Prodi, che giudica come “incredibile” l’opposizione al Mes. “L’Europa ha tolto tutti i condizionamenti, anche se il nome è rimasto lo stesso, sembra sacro – argomenta l’ex leader dell’Ulivo – . Però non ci sono condizioni di controllo nei confronti della politica, c’è un tasso di interesse bassissimo, sicuramente meno dell’1%. Usiamo questi soldi per le spese sanitarie e destiniamo quelli che dovevano andare alle spese sanitarie ad altre cose”.
Sula stessa lunghezza d’onda Matteo Renzi, leader di Italia Viva: “Questa barzelletta del Mes deve finire. Il Mes senza condizionalità significa che ci danno 37 miliardi di euro a condizioni migliori di qualsiasi altro prestito e questi 37 miliardi vanno ai cittadini italiani. Quando grillini e leghisti fanno polemica sul Mes vi stanno prendendo in giro: il Mes è una cosa che aiuta l’Italia e l’Italia userà i 37 miliardi del Mes”, sono state le parole su Facebook dell’ex leader del Pd.
Tra i primi a dire sì al MES anche Paolo Gentiloni, attuale commissario UE agli Affari Economici. Posizione chiara anche quella di Enrico Letta, presidente del Consiglio tra il 2013 e il 2014. “Unica condizione è che le risorse vadano alla sanità – ha ribadito Letta – allora le risorse del Mes le si usino per ripensare il nostro sistema sanitario e ammodernarlo per le nuove esigenze di una società cambiata. E’ un’occasione unica per rendere il paese più solido e la società più protetta”.