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Crollo occupazione USA non scompone Wall Street. La vera mina vagante sui mercati adesso non è il virus ma Trump

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Oggi sono arrivati i primi dati importanti dal mercato del lavoro Usa e come da attese c’è stata una vera e propria esplosione delle richieste di sussidi di disoccupazione a seguito della diffusione oltreoceano del Covid-19: sono balzate a 3,28 milioni di unità rispetto alle 282mila unità della settimana precedente. Frantumato il precedente record che era di 695mila richieste nel 1982.

Wall Street trova sponda in parole Powell

Dati non hanno scosso l’umore di Wall Street, che continua anche oggi la fase di recupero con indici in rialzo di quasi il 5% e S&P 500 risalito fino a quota 2.600 punti. Sprint favorito dalle parole di Jerome Powell. Il presidente della Fed, nel corso di una intervista a Nbc ha dichiarato che “le munizioni della Fed non sono finite”. “Le nostre politiche saranno molto importanti quando arriverà il recupero, per renderlo il più forte possibile”, ha rimarcato Powell aggiungendo che “Il virus detterà il calendario”.
La Federal Reserve e il Congresso USA hanno già adottato misure importanti per sostenere la liquidità sul mercato del credito per le imprese in difficoltà e introdotto aiuti per le famiglie. “L’obiettivo anche per gli Stati Uniti, come per l’Europa, sarà la difesa dei posti di lavoro con ogni mezzo disponibile – rimarca Filippo Diodovich, senior strategist di IG Italia – e l’amministrazione Trump potrebbe promuovere ulteriori misure a sostegno dei posti di lavoro in caso di peggioramento delle condizioni economiche. Il Paese rischia di evidenziare una crisi economica peggiore di quella del 2008, quasi ai livelli di quella del 1929. Peggiore come velocità ma molto probabilmente di una durata ben inferiore”.

I messaggi ambigui di Trump

La crisi del mercato del lavoro potrebbe anche indurre Donald Trump a un nuovo cambio di strategia sulla gestione del coronavirus. Il presidente Usa, dopo un iniziale approccio superficiale al Covid-19, aveva cambiato rotta avallando misure restrittive dopo la lettura del report dell’Imperial College di Londra con le prospettive di 2 milioni di vittime in caso di mancato lancio delle misure di distanziamento sociale. Gli ultimi tweet invece vedono tornare un Trump dubbioso tra l’affrontare con misure draconiane l’emergenza sanitaria e il salvare posti di lavoro oltre che l’economia USA si era riproposto. Per Trump i cittadini americani vogliono tornare al lavoro il prima possibile e la cura non può essere peggiore del problema. “Tuttavia – argomenta Diodovich – dovesse seguire una linea più morbida nelle misure da intraprendere per contenere il virus, si creerebbe un nuovo corto circuito istituzionale con una crisi tra Casa Bianca e Stati Federali. Le tensioni tra Donald Trump e il potente governatore democratico di New York, Andrew Cuomo, sono già ormai elevatissime. Riteniamo che eventuali decisioni di Donald Trump in tal senso potrebbero avere nel medio/breve periodo delle reazioni negative per i mercati”.

Ritorno alla normalità entro Pasqua? Bill Gates replica all’azzardo del presidente

In particolare il presidente Donald Trump ha annunciato che vorrebbe riaprire le imprese in America entro Pasqua , che è il 12 aprile. Posizione alquanto forte considerando il ritmo a cui stanno salendo i contagi. Ieri sono arrivate le dure parole di Bill Gates: “se fossi il presidente degli Stati Uniti in questo momento, darei la priorità a mantenere le persone in tutta America isolate per appiattire la curva della pandemia di COVID-19”.
Il fondatore di Microsoft ricorda come nel caso cinese sono passate sei settimane prima di fermare il boom di contagi.  “Questo non sarà facile. Abbiamo bisogno di un messaggio chiaro al riguardo ”, ha aggiunto.