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Coronavirus: Fondazione Gimbe, insufficiente numero di tamponi tra le cause di aumento casi

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La Fondazione Gimbe indica nell’insufficiente capacità di tracciamento dei contagi una delle determinanti del progressivo incremento dei casi da coronavirus iniziato a fine luglio, che dopo un mese ha innescato l’aumento dei ricoveri, e dopo circa due mesi quello dei decessi. “Osservando il progressivo incremento dei nuovi casi – spiega il presidente Nino Cartabellotta – già da fine agosto la Fondazione Gimbe sollecitava le regioni a potenziare le attività di testing & tracing, perché nella fase di lenta risalita della curva epidemica la battaglia con il virus si vince sul territorio”. Purtroppo, i tamponi, per quanto modestamente potenziati, con l’impennata dei casi si sono rivelati un “collo di bottiglia” troppo stretto che ha favorito la crescita dei nuovi contagi che negli ultimi 10 giorni da lineare è diventata esponenziale.

Nella fase di lenta risalita dei contagi i servizi sanitari territoriali non sono stati potenziati nella capacità di test e tracciamento. E ora, con l’aumento dei casi, in alcune regioni il sovraccarico si riflette sull’incremento dei ricoveri. Nonostante, dunque, l’apparente potenziamento dovuto alle nuove misure, il numero di tamponi rimane ancora largamente insufficiente, sia per la crescita esponenziale dei nuovi casi, sia perché sarà in parte assorbita dalla diagnosi differenziale tra infezione da Covid e influenza stagionale.

“Considerato che i numeri riflettono comportamenti sociali e azioni di contenimento relativi a 2-3 settimane precedenti – conclude Cartabellotta – gli effetti delle misure restrittive del nuovo Dpcm non potranno essere immediate. In ogni caso, l’entità delle restrizioni stride con il mancato potenziamento dei servizi territoriali deputati al tracciamento, nonostante le risorse già assegnate dal Decreto Rilancio. Ancora una volta, i ritardi burocratici e i conflitti tra Governo e Regioni scaricano sui cittadini la responsabilità del controllo epidemico attraverso restrizioni delle libertà personali”.

L’impennata dei nuovi casi dell’ultima settimana, quasi raddoppiati rispetto alla precedente, ha spinto il Governo a prendere provvedimenti per tentare di arginare la nuova ondata di contagi. Da un lato le misure restrittive previste dal nuovo Dpcm, dall’altro quelle sanitarie incluse nell’ultima circolare del Ministero della Salute.