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Conte “blinda” Tria, ma BTP continuano a prezzare un autunno rovente tra Italia e UE

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Tria non si tocca. Il premier Giuseppe Conte cerca di spegnere ogni voce circa i dissapori interni al governo circa la figura chiave del ministro dell’Economia. “Non esiste che lasci il governo. Attenzione, peraltro, a non considerarlo un corpo estraneo a questo esecutivo. È parte attiva e coinvolta nel tentativo di ottenere dall’Europa spazi di manovra che ci permettano di cambiare le cose“, sono le parole di Conte nell’intervista concessa al Corriere della Sera. “Il ministro Tria è il cerbero dei conti, il loro custode arcigno”, dice Conte per rafforzare il concetto.

Il premier, che non nega di essere espressione di un governo populista, riafferma l’intenzione del governo di farsi sentire in sede europea nell’interesse di un’Unione più forte con la Moneta unica che non sarà messa in discussione.

Tria rappresenta l’elemento di garanzia voluto fortemente dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, per rendere credibile l’orientamento di politica economica del governo giallo-verde. E nonostante le rassicurazioni arrivate a più riprese da Tria circa l’attenzione del governo a mantenere i conti pubblici in equilibrio, il livello di allerta sull’Italia rimane alto come testimoniato da uno spread Btp-Bund che si mantiene oltre 100 punti base sopra i livelli a cui viaggiava due mesi fa (prima dell’emergere della possibilità concreta di una coalizione populista M5S-Lega). Il Btp decennale rende il 2,7%, circa il doppio del pari durata spagnolo e il Btp biennale viaggia a 0,7% rispetto al rendimento negativo dello 0,3% circa della prima metà di maggio.

 

Fuga dai Btp degli investitori stranieri

Gli ultimi dati mostrano che i detentori stranieri di titoli di Stato italiani hanno venduto volumi record delle obbligazioni del paese. A maggio sono stati “scaricati” 36,8 miliardi di euro di bond italiani, più di ogni mese durante la crisi del debito euro 2011-2012. Il debito pubblico italiano risulta per il 68% in mano a residenti italiani, per il 27% fa capo a investitori dell’eurozona mentre il 5% è nelle mani di residenti extra-europei (dati Nomura).

 

Con iter legge di Bilancio il sentiment potrebbe nuovamente peggiorare

In ottica prospettica a preoccupare il mercato sono i possibili dissidi con l’UE in ambito di approvazione della legge di Bilancio con Roma che potrebbe cercare di forzare la mano per ottenere la possibilità di sforare i vincoli di bilancio. Secondo Mujtaba Rahman e Federico Santi di Eurasia una situazione di pericoloso stallo tra l’Italia e l’UE è probabile in autunno quando il governo preparerà il Budget 2019. “Tuttavia – rimarcano i due esperti – il compromesso è possibile, ma solo dopo negoziati tesi che influenzeranno negativamente il sentimento del mercato (probabilità del 60%)”. Di contro uno stallo prolungato in cui il governo mette apertamente in discussione le regole fiscali dell’UE ha il 30% di possibilità, mentre rischi di coda più gravi sono l’opzione meno probabile (10%).

Il prossimo test per misurare il gradimento del mercato verso la carta italiana sarà l’asta Btp di lunedì 30. Dopo l’antipasto di ieri con i Btp indicizzati all’inflazione l’asta odierna di Bot semestrali per 6 miliardi di euro, il test più probante del classico trittico di aste di fine mese è infatti lunedì 30 luglio con l’offerta da parte del Tesoro di Btp a 5 e 10 anni per massimi 6 miliardi (1,5-2 mld del 5 anni e 3-4 mld del decennale).